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Discriminazione

Macario (Arcigay) denuncia: "Io discriminata e aggredita dalla preside del liceo per le mie idee Lgbt"

L'episodio, raccontato sui social, sarebbe avvenuto lunedì mattina durante un'assemblea di istituto

Essere discriminata e aggredita (verbalmente) dalla preside di un istituto scolastico. E’ quanto ha denunciato sui social Manuela Macario, presidente di Arcigay, che lunedì ha tenuto un discorso all’interno del liceo classico Ariosto di Ferrara. La dinamica di quello che sarebbe successo è stata spiegata dalla stessa Macario con un post su Facebook.

“Dopo tanti anni di esperienza professionale come esperta di identità sessuale, discriminazione e macro e micro aggressioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere – scrive -, proprio nella scuola che mi ha formata e cresciuta, alla veneranda età di 51 anni, sono stata vittima io stessa di quella stessa discriminazione e micro aggressione (anche se nemmeno tanto micro) di cui parlo nelle mie formazioni, durante un'assemblea di istituto nella quale ero stata invitata a parlare come esperta, insieme ad altri due professionisti”.

Quindi la cronaca si fa più puntuale. “Durante il mio intervento di carattere formativo, nel quale utilizzo tecniche educative formali e non formali (coinvolgo le persone sollecitando riflessioni con domande) – approfondisce -, la dirigente scolastica è salita sul palchetto dal quale parlavo, mi ha chiesto con veemenza di darle il microfono, mi ha intimato di sedermi (mi ha proprio detto “Lei si sieda”, con tono aggressivo), ha rassicurato la platea che la scuola garantiva la libertà di pensiero e il rispetto educativo delle famiglie e ha nemmeno tanto velatamente discreditato il contenuto del mio intervento di carattere scientifico-sociologico, per poi concludere girarsi verso di me e dirmi con tono di disapprovazione che non avrei nemmeno dovuto alzarmi in piedi per intervenire”.

Il tutto, come detto, sarebbe avvenuto davanti ad una platea di studenti. Ed è qui che la denuncia della presidente di Arcigay si fa più sentita. “La gravità di quanto accaduto non è solo riferibile alla mia persona, in quanto professionista in primis – aggiunge –, ma è anche e soprattutto da riferire al messaggio che gli studenti hanno ricevuto da tutto ciò: una persona Lgbti+, una professionista Lgbti+ può essere non rispettata, può essere contraddetta anche se portatrice di pensieri scientifici, può essere intimata di sedersi e può essere messa a tacere”.

Secondo quanto si apprende, Macario avrebbe manifestato l’intenzione di segnalare l’accaduto ai vertici scolastici. Poi, dopo aver ribadito di non aver mai subito discriminazioni tali in altri istituti, avrebbe concluso asserendo: “Vi dovreste vergognare, come dirigenti scolastici e come insegnanti. Io mi vergogno di cosa è diventato questo liceo, in cui sono cresciuta e che credevo una eccellenza”. La dirigente Isabella Fedozzi, microfono in mano, avrebbe invece ribadito che non vi è stata alcuna discriminazione, ma solamente l’esposizione di un’idea contraria a quella espressa dalla Macario, non accettando poi la richiesta di provare vergogna.

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