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Decreto 'Salva Superbonus', il Pd: "Gravi conseguenze per 200 cantieri cittadini"

Critica la referente per lo Sviluppo economico della Segreteria dell'Unione comunale

"Dopo la mancata proroga del cosiddetto Superbonus 110% per gli interventi di efficientamento energetico in edilizia, il Governo Meloni, dopo averne contestato l'impianto originario emesso dal precedente Governo, ha autorizzato lo sfruttamento del beneficio potenziato solo ai redditi più bassi che concluderanno i lavori entro il 2024". Sono queste le basi, sulle quali è partito il ragionamento di Cora Talmelli, referente per lo Sviluppo economico della Segreteria dell'Unione comunale del Pd di Ferrara. "Le misure contenute nel decreto Salva Superbonus di fine anno sono insufficienti e porteranno gravi conseguenze agli oltre venticinquemila cantieri in Italia, di cui oltre duecento solo a Ferrara, con buona pace di tutte le imprese e famiglie che, a prescindere dal proprio Isee, confidavano nella proroga della misura per concludere i lavori iniziati col 110% e che termineranno invece solo con il bonus al 70%", ha aggiunto Cora Talmelli.

La misura, secondo la delegata allo Sviluppo economico "aveva contribuito in maniera determinante alla crescita del Pil nel biennio 2021-2022, rendendo il comparto edilizio gancio trainante dell'economia nazionale con il placet trasversale da parte di tutte le associazioni datoriali e dei lavoratori maggiormente rappresentative. In uno scenario economico in cui le aziende sono già fortemente penalizzate e rallentate nella propria attività a causa dei cambiamenti climatici (casse integrazioni) e alle enormi difficoltà nell'approvvigionamento dei materiali, il tutto aggravato dalla ormai cronica scarsa disponibilità di forza lavoro, riteniamo che tale decreto danneggerà migliaia di imprese e famiglie che avevano fatto affidamento su tale misura in buona fede perché non risolve il problema dei crediti incagliati e genererà un'esplosione di contenziosi tra committenti e appaltatori per i lavori non completamente eseguiti entro i termini di legge, ovvero nella stragrande maggioranza dei casi".

L'esponente Dem ha evidenziato che "pur consapevoli che lo sviluppo economico si debba dotare di leggi strutturali in un'ottica di agenda 2030 e che misure come quella del Superbonus risultino di fatto come un mero palliativo per far fronte alle emergenze, ritengo che il decreto di fine anno arrivi come uno schiaffo morale che di certo non aiuta ad avere fiducia nella politica quanto semmai a correre ai ripari per il futuro. Come Segreteria dell'Unione comunale contestiamo fermamente tale provvedimento e ne temiamo le ripercussioni sul nostro territorio, unendoci al profondo rammarico già espresso dalle principali associazioni del comparto. Ferrara, costituita per lo più da micro-imprese artigiane da 0 a 5 dipendenti, è fanalino di coda della Regione nelle costruzioni, quindi più di altre città avrebbe avuto bisogno di una proroga del beneficio per consentirne un'applicazione più equa". 

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