rotate-mobile
Teatro / Centro Storico / Corso Martiri della Libertà

Dal debutto sul finire dell'Ottocento al periodo fra le due guerre, La Bohème a cavallo della storia

La rappresentazione è prevista al Teatro Comunale con la regia di Cristina Mazzavillani Muti

Fra le opere più rappresentate di Giacomo Puccini, La Bohème è stata più volte presente anche nei cartelloni di Ferrara e della sua provincia. Lo sarà anche nel fine settimana: venerdì 26 e domenica 28 gennaio al Teatro Comunale 'Claudio Abbado' di Ferrara, in occasione del centenario dalla scomparsa del grande compositore italiano, apprezzato in tutto il mondo. 

L'allestimento, sotto la regia di Cristina Mazzavillani Muti, riprende l'affascinante viaggio nella Parigi del 1830. L'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è diretta da Nicola Paszkowski, Rodolfo è interpretato da Alessandro Scotto di Luzio ed Elisa Verzier veste i panni della dolce Mimì. Nelle parti di Musetta e Marcello sono impegnati rispettivamente Alessia Pintossi e Christian Federici. Schaunard è Clemente Antonio Daliotti, Colline è Andrea Vittorio De Campo. Nel cast ci sono inoltre Fabio Baruzzi (Benoît), Ivan Merlo (Parpignol) e Graziano Della Valle (Alcindoro, sergente dei doganieri). Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza è diretto da Corrado Casati, mentre il Coro di voci bianche Ludus Vocalis-Novello da Elisabetta Agostini e la Banda musicale cittadina di Ravenna da Mauro Valgimigli. Si tratta di una produzione Ravenna Festival, in coproduzione con Teatro Galli di Rimini, Teatro del Giglio di Lucca, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e Teatro Verdi di Pisa.

"Un'opera che ha attraversato i decenni e che ancora racconta parte della nostra storia - ha commentato l'assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli - e che ora apre la stagione lirica del 2024 al Teatro Comunale di Ferrara, rendendo omaggio al grande compositore Giacomo Puccini". Proprio attraverso quest'opera di Puccini, si possono ripercorrere le diverse epoche di Ferrara, come ricorda uno scritto di Dario Favretti, ora direttore organizzativo e coordinatore artistico di Ferrara Musica, pubblicato nel programma di sala della Bohème della Stagione Lirica 1996 del Teatro Comunale. La Bohème debutta infatti nella città estense nella stagione di Carnevale 1896-97 al Teatro Comunale di Ferrara, ottenendo un trionfo. Poco più di un anno era passato dalla Prima dell'opera pucciniana dell'1 febbraio 1896 al Regio di Torino, diretta dal ventinovenne Arturo Toscanini e salutata da un successo di pubblico, mentre la critica accusava Puccini di aver smarrito la carica innovativa della Manon Lescaut.

Nell'Archivio comunale di Ferrara, legate alla Prima ferrarese della Bohème, sono presenti alcune chicche del tempo, che restituiscono appieno la vivacità dell'evento cittadino, come l'elenco dei palchisti e degli abbonati alla stagione di Carnevale 1896-97, i borderò con primi incassi di stagione, la distinta proposta dei generi per la caffetteria, una lettera della pasticceria Azzolini, vincitrice dell'appalto; la locandina a stampa della caffetteria del Teatro Comunale. Nel listino sono presenti in bella grafia il costo dei gelati, di paste e birra, vino nero e bianco, al fiasco o al bicchiere. Il caffè costa 20 centesimi, il Cognac 5 stelle 25 centesimi, il gelato alla napoletana 40 centesimi. Una bottiglia di Champagne costa ben 10 lire. E poi la lettera del Maestro concertatore e direttore d'orchestra Vittorio Mingardi, a garanzia del buon esito della concertazione, che datata 14 gennaio 1897 riporta: "Dopo la prova testé finita dell'opera La Bohème, dichiaro che il concerto della medesima è maturo, e che si può senz'altro permettere l'andata in scena per la sera del sabato 16 gennaio 1897". 

Non mancano poi le rappresentazioni successive. Nella stagione 1898-99 gli esiti di critica rimangono positivi rispetto alle voci maschili e a Mimì, con alcune riserve su Musetta. Rimane il successo di pubblico, confermato da ben 13 repliche in cartellone al Comunale, che nel nuovo secolo ospiterà ancora Manon Lescaut, seguita da Tosca, Madama Butterfly e Turandot. Col nuovo secolo la Bohème troverà 'casa' all'Arena Tosi-Borghi, inaugurata nel 1857 e che dal 1913, rinnovata, prenderà il nome di Teatro Verdi e diventerà "luogo deputato alla vita teatrale ferrarese nei suoi aspetti più popolari, prima come teatro di prosa, poi gradualmente anche come teatro lirico", come spiegato da Favretti. Sarà in cartellone sia nell'autunno 1907 (con ben 10 repliche) che nel dicembre 1916. 

Nel ventennio, durante il 1930, il regime fascista promuove il Carro di Tespi lirico, portando spettacoli itineranti anche a Ferrara. Nel 1933, La Bohème è rappresentata nel campo del Polisportivo Comunale di Cento con interpreti di spicco, dal tenore Angelo Minghetti al soprano Adelaide Saraceni e a Elisa Ferroni. Grande è il successo di pubblico. "Treni popolari da Ferrara e Bologna, torpedoni da Bondeno e Molinella - ha ricordato sempre Favretti - danno affluire migliaia di spettatori da tutta la provincia". La Bohème ritorna a Capodanno, sempre nel 1933 al Verdi, con un cast che comprende anche le ferraresi Maria Govoni (Mimì alla seconda recita al posto di Luisa Palazzini) e Norma Zanni nel ruolo di Musetta. La Bohème continua a essere rappresentata a Ferrara tra le due guerre, con numerose repliche in vari teatri della provincia, dal Teatro comunale di Argenta al Borgatti di Cento. Non si attenua nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale. Sarà anzi l'ultima produzione teatrale musicale prima della Liberazione. Va in scena a Cento, in occasione delle feste di Capodanno del 1944. Ferrara è stata duramente bombardata dagli alleati il 29 dicembre del 1943. Saranno due rappresentazioni degne delle tradizioni artistiche del teatro. Tra gli interpreti il tenore Giuseppe Traverso e il soprano Rita Mariani, direttore dello spettacolo il maestro Silvio Tagliapietra.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dal debutto sul finire dell'Ottocento al periodo fra le due guerre, La Bohème a cavallo della storia

FerraraToday è in caricamento