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Sabato, 24 Febbraio 2024
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Spal, la Ovest e i fantasmi del passato: "Società ceda nome e marchio al Comune"

Gli ultras chiedono un accordo con l'amministrazione: "No a future speculazioni"

La Spal diventi a tutti gli effetti proprietà della città di Ferrara. E’ questa, in sintesi, la richiesta che la Curva Ovest rivolge alla società biancazzurra (e, di riflesso, anche all’amministrazione) circa una vera e propria consegna del marchio e del nome al Comune. Il tutto, naturalmente, nella speranza che le prestazioni in campo migliorino e che ulteriori cadute – anche a livello di categorie – non si verifichino.

“Questa parabola discendente – scrivono gli ultras - ci preoccupa seriamente per il futuro dei colori biancazzurri e compaiono nella nostra mente spettri antichi che di nome fanno Pagliuso, Tomasi, Butelli, Benasciutti. Di quelle annate, il dolore più grande e la più grande umiliazione, non furono rappresentati solo dalle sconfitte sul campo e dai fallimenti sportivi e societari, ma anche e soprattutto dalla speculazione che venne fatta a più riprese sul nostro marchio e sul nome Spal”.

Questa, di fatto, è la paura più grande per lo zoccolo duro della tifoseria. Paura che la stessa Ovest non disdegna di chiamare ‘terrore’. “Giocare senza l’ovetto cucito sul petto? Vogliamo che questo non accada più” chiariscono. Da qui la richiesta.

“Siamo qui a chiedere alla società – si legge ancora nel comunicato - di dimostrare che davvero che la Spal sia un bene della comunità, dei ferraresi e della città di Ferrara. Se proprio non vogliono vendere a persone più capaci chiediamo che facciano un accordo con l’attuale amministrazione che ci metta al riparo da qualsiasi eventuale speculazione”.

“Chiediamo – incalzano gli ultras - che il nostro nome e il nostro marchio (in tutte le sue versioni grafiche) venga ceduto gratuitamente al Comune di Ferrara che ne dovrà detenere la proprietà. E contemporaneamente chiediamo allo stesso Comune di impegnarsi a cederlo in usufrutto gratuito sia a questa società sia alle future società. Chiediamo inoltre che i dettagli di questo contratto siano chiari e pubblici”.

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