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Nuovo centro per i rimpatri in città? Il Pd chiede conferme, Fabbri smentisce

Secondo il quotidiano 'Domani' il governo avrebbe scelto Ferrara come sede per la struttura

Un centro permanenza rimpatri a Ferrara: realtà o bufala? La notizia è trapelata dal quotidiano nazionale ‘Domani’ ed ora finisce sui banchi della politica. A chiedere lumi – e, in primis, se sia vera o meno questa indiscrezione – è il Partito Democratico, con il suo consigliere Davide Nanni. A rispondere, ancor prima della protocollazione del documento, è il primo cittadino. Ma andiamo con ordine.

Il centro: tempi e capienza

Il Dem, innanzitutto, ricorda come “il Decreto Legge 124 emanato dal governo Meloni preveda nuovi centri dislocati sull’intero territorio nazionali. Cpr che avranno una capienza detentiva tra i 120 e i 300 posti e che dovrebbero trattenere i migranti in attesa di rimpatrio per un massimo di 180 giorni”.

La richiesta del Pd

Quindi, come detto, arriva la fuga di notizie. Secondo quanto dichiarato su ‘Domani’, “esiste già un elenco ufficiale di luoghi selezionati e trasmesso al Ministero dell’Interno – riporta lo stesso Nanni, citando appunto il quotidiano -. Tra questi luoghi l’articolo indica espressamente l’area dell’ex aeroporto militare di Ferrara, attualmente di proprietà demaniale”.

La risposta del sindaco

Il consigliere Pd, quindi, interpella direttamente il primo cittadino circa la possibilità che tale vicenda trovi concretezza e se l’amministrazione sia favorevole o no. Pronta la risposta del sindaco Alan Fabbri che, sempre attraverso ‘Domani’, avrebbe chiarito di non aver mai dato disponibilità per la sistemazione di un centro del genere e che, in ogni caso, si sarebbe riservato di verificare il tutto con il prefetto.

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