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Violenza di genere, un convegno con gli esperti a del settore: gli interventi

Durante l'evento sono anche stati snocciolati i numeri dei casi arrivati a Cona

‘Quelle che le donne non dicono’. E’ andato in scena venerdì, alla Sala Estense, il convegno delle Aziende sanitarie – suddiviso in tre sessioni – che ha avuto come obiettivo quello di sensibilizzare cittadini ed operatori del settore a conoscere e riconoscere la violenza al fine di attivare la rete dei servizi a tutela delle vittime. Nello specifico, si è parlato della rivelazione-rilevazione della violenza, del percorso di supporto ed accompagnamento, dell’attività giudiziaria e del percorso di trattamento dell’uomo violento.

Cristina Coletti

“Il fenomeno della violenza – ha chiarito l’assessore alle Politiche sociali - è purtroppo una drammatica realtà quotidiana. Solo sviscerando i problemi possiamo garantirci l’opportunità di sedersi ai tavoli fra istituzioni, facendo rete, e non risparmiare energie per risolvere ciò che è presente nella società. Ovviamente è grande l’impegno anche per ciò che riguarda quel lavoro di protezione sul minore, che va inteso in senso stretto”.

Monica Calamai

“Per contrastare gli episodi di violenza di genere – ha proseguito la direttrice delle Aziende sanitarie - è importante svolgere un lavoro culturale iniziando fin dall'età più giovane, per far crescere una cultura del rispetto della persona e della differenza. Allo stesso tempo è importante lavorare per minimizzare il gender pay gap, poichè è attraverso una vera parità di genere che si pongono le basi per prevenire e contrastare la violenza”.

Isabella Pazzi

“Nei primi 10 mesi del 2023 – ha elencato il dirigente medico del Pronto soccorso di Cona - abbiamo accolto 134 donne vittime di violenza, dato in incremento dopo la deflessione legata alla pandemia. Nella maggior parte dei casi i maltrattamenti sono avvenuti in ambito familiare o comunque ad opera di persone conosciute; quasi sempre non si trattava del primo episodio”.

Davide Tresoldi

“Ci siamo prefissi diversi obiettivi che abbiamo raggiunto grazie alla creazione e alla operatività della Procedura del '118 per la donna che subisce violenza' – ha incalzato l’infermiere -. Primo fra tutti quello di essere riusciti a far entrare il 118 nella rete istituzionale dei servizi che si occupano del problema violenza. Abbiamo insegnato a tutti gli operatori di emergenza un diverso approccio, per essere anche in grado di fornire informazioni precise sulle azioni che la donna vorrà compiere, mettendo a disposizione i numeri di telefono specifici di aiuto”.

Rachele Nanni

“L’Ausl di Ferrara – ha concluso la responsabile del servizio di Psicologia clinica - ha previsto uno spazio di accoglienza e supporto psicologico rivolto alle donne che subiscono violenza, al quale si può accedere direttamente. Si tratta di una occasione di confronto, accoglienza ed accompagnamento rispettoso e non connotato, a libero accesso presso le Case della Comunità”.

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