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Lunedì, 17 Giugno 2024
Lavoro

Congresso Cgil, Tagliati: "Più che mai attuale regolare il mercato e mettere al centro il lavoro"

Tra i temi della segretaria uscente la riforma fiscale progressiva e la tassazione sugli extra-profitti

Dall'emergenza pandemica all'ambiente, dai rincari energetici e alle ripercussioni sull'economia fino al lavoro e alle pensioni. E' un intervento fiume, che tocca temi dell'attualità diversi e concatenati, quello contenuto nella relazione della segretaria generale uscente Veronica Tagliati, durante l'apertura del ventesimo Congresso provinciale della Cgil, in programma all'Apollo nelle giornate di mercoledì e giovedì.  

"Il nostro Congresso - ha sottolineato Veronica Tagliati - si colloca in una fase straordinaria e inedita. Lo diciamo sempre, a ogni Congresso, ma credo davvero che questi anni per molti aspetti segnino un punto di rottura tra ieri e oggi, con un processo diseguale di redistribuzione, inedito per velocità e dimensione, per cui i ricchi diventano più ricchi, i ceti medi scivolano abbondantemente indietro, i poveri, anche quando lavorano, sono sempre più poveri. Un lungo e inesorabile processo di svalorizzazione del lavoro: dipendente e autonomo, manuale e intellettuale".

Una riflessione che si è spostata sull'utilizzo delle risorse del Pnrr e sulle questioni geopolitiche internazionali. "Così come sempre richiesto dalla Cgil - ha continuato la segretaria generale uscente - doveva diventare l'occasione per il paese di ridisegnare un nuovo modello di sviluppo e di sostenibilità, sotto il profilo ambientale, economico, sociale e di genere, mettendo al centro il lavoro: di qualità, stabile e dignitoso. Discussione spazzata via dall'esplosione della guerra nel cuore dell'Europa. Dal fronte di guerra continuano ad arrivare immagini terribili e strazianti. Immagini d'altri tempi che ci hanno fanno ripiombare in un Europa divisa in due blocchi politico-militari contrapposti, nella quale neppure la stretta interdipendenza economica tra la Russia e i paesi dell'Unione Europea, ha evitato la precipitazione della situazione, la guerra e le sue conseguenze".

Conflitto che "ha reso sicuramente evidente la debolezza politica e strategica dell'Unione Europa e la sua ininfluenza, almeno a oggi, sul processo di pace, malgrado i diversi provvedimenti sanzionatori messiin campo. Siamo precipitati in uno scenario pericoloso, perché intriso da crescenti nazionalismi, provocando una rincorsa al riarmo e all'aumento delle spese militari in tutti i paesi europei. Anche il nostro Paese decide di impegnare ingenti risorse per il riarmo; scelta che avrà ricadute sul welfare, perché risorse sottratte alla spesa pubblica, all'istruzione e alla sanità. Dopo quasi un anno dallo scoppio del conflitto, non c'è alcun candidato credibile per il dialogo di pace, che possa determinare la sospensione delle ostilità".

Uno scenario economico critico sotto diversi profili. "La pandemia prima - ha aggiunto Tagliati - e le conseguenze della guerra oggi, hanno prodotto un'accelerazione all'aggravarsi di tendenze e criticità già presenti nel Paese: la riduzione della crescita prevista; l'ulteriore aumento dei costi dell'energia, dei carburanti e delle materie prime, anche con forti elementi speculativi; il difficile governo delle transizioni in atto, se non addirittura un arretramento, penso a quella ambientale ed ecologica in primis, quale risposta alla crisi energetica; la nostra preoccupante dipendenza dalle risorse e forniture di altri Paesi, con ricadute importanti nel garantire le attività di parte del sistema produttivo e di alcune filiere; l'impennata dell'inflazione con percentuale a doppia cifra, sconosciuta da inizio anni '80, con la perdita del potere d'acquisto dei salari e delle pensioni; un sistema sociale estremamente indebolito e in progressiva riduzione nel perimetro pubblico".

Senza tralasciare "l'aumento delle diseguaglianze economiche, sociali, di genere e territoriali, della povertà e dell'esclusione sociale; provvedimenti legislativi che hanno redistribuito risorse alle imprese, spesso senza condizionalità dirette alla garanzia del mantenimento occupazionale e della creazione di nuova e stabile occupazione; la proliferazione di interventi non strutturali e bonus insufficienti per incidere positivamente sui diritti nel lavoro e sui sistemi di protezione sociale; un'iniqua redistribuzione del reddito e della ricchezza ha aumentato le distanze e prodotto separazione, marcando così la contrapposizione sociale e nel lavoro, sino ad arrivare a percepire come un privilegiato chi un lavoro ce l'ha, al di là delle condizioni in cui lo svolge; e un 'fannullone' chi rifiuta di essere sfruttato; un crescente processo di svalorizzazione e precarizzazione del lavoro considerato come elemento su cui incidere, attraverso la riduzione dei costi, per aumentare la competitività, anche 'sacrificando' la salute e la sicurezza di chi lavora".

Spazio pertanto all'orizzonte delle proposte del sindacato come "garantire un sistema di welfare pubblico attraverso maggiori investimenti e risorse, necessari al funzionamento dei servizi pubblici, ma anche a stabilizzare le migliaia di precari della scuola, della sanità, dell’assistenza e della Pubblica Amministrazione", come "garantire una riforma fiscale davvero redistributiva", come "irrobustire il ruolo della contrattazione, a partire dalla centralità del Ccln", come "affrontare i temi della transizione digitale e ambientale, anche per far fronte all'emergenza e dipendenza energetica". 

Un tema, quello delle politiche industriali, con riferimenti al territorio. "Rivendichiamo - ha proseguito Tagliati -l'apertura di un confronto vero con il Governo, ma anche con i diversi livelli di governo del territorio, perché non è più possibile rincorrere le crisi o assistere allo smantellamento del nostro sistema produttivo, lasciato in mano alle dinamiche del mercato e alle scelte di fondi finanziari e multinazionali. Quando dico questo penso anche alla nostra provincia, alla vertenza del Polo Chimico, alla continuità delle aziende che vi operano e al suo indotto, alla sua prospettiva dentro alla transizione; ma anche a realtà significative a partire dalla Vm e dalla Berco. Un Paese che vuole costruire la sua autonomia e liberarsi dall'attuale dipendenza per ciò che riguarda le materie prime, deve porsi il problema di quali scelte operare, dando un indirizzo preciso su quali sono i settori strategici per il futuro del paese su cui far convergere investimenti pubblici e privati".

Sul tema delle risorse necessarie, la segretaria uscente ha elencato "una riforma fiscale davvero progressiva, redistributiva ed equa; una seria lotta all’evasione e all'elusione fiscale, l'introduzione di un contributo di solidarietà straordinario sulle grandi ricchezze e sulle reali capacità contributive; la tassazione sugli extra-profitti che le multinazionali hanno realizzato sui prodotti energetici, e non solo".

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