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Venerdì, 19 Aprile 2024
Sindacati

Dal decreto 'Anticipi' alla Legge di bilancio, la critica di Cgil e Uil al governo

Le costole locali delle due sigle intervengono sulle politiche salariali e sulle pensioni

Riceviamo e pubblichiamo:

“Male il governo su politiche salariali e pensioni, queste misure mettono le mani in tasca alle persone. I temi del decreto legge 145 o decreto anticipi dell’ottobre scorso e i contenuti della legge di bilancio, hanno concretizzato, purtroppo, tutte le paure e i timori che come Cgil in questo anno di mobilitazioni abbiamo cercato di scongiurare attraverso il confronto con il governo, prima di proclamare lo sciopero generale insieme alla Uil per tutelare il mondo del lavoro e dei pensionati. 
Senza parlare per slogan si può dire tranquillamente che a seguito di queste misure il potere di acquisto è calato e le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese anche a causa della recente impennata dell‘inflazione a doppia cifra. Un attacco frontale, dal nostro punto di vista al mondo del lavoro che si concretizza, per fare un esempio all’interno dei comparti pubblici della sanità e delle funzioni locali, nella rivalutazione retroattiva delle aliquote contributive.
Una misura che determinerà una riduzione del valore dell’assegno mensile al termine della vita lavorativa che a seconda dei casi potrà superare i 500 euro al mese per tutta la vita dopo la pensione. Una norma ingiusta che letteralmente mette le mani nelle tasche delle persone, andando retroattivamente a modificare norme già consolidate, in virtù della quale si è moltiplicato il numero di domande di pensione creando un ulteriore buco negli uffici e nelle corsie dei servizi sanitari. 
Cosi come un fallimento si è dimostrato il tentativo maldestro del Decreto Anticipi, sbandierato con entusiasmo dal governo, di anticipare le risorse del rinnovo del contratto a dicembre di quest’anno per erogare la cosiddetta super tredicesima. Il Decreto Anticipi prevede per il personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato dipendente delle amministrazioni statali l’erogazione anticipata dell’indennità di vacanza contrattuale dell’anno 2024 aumentata di 6,7 volte, utilizzando le risorse del rinnovo del contratto, rinviando l’apertura del confronto finalizzato al rinnovo del contratto degli anni 2022-2024. 
Una misura unilaterale e grave che mina la tenuta del contratto nazionale, perché nella norma ci sono i soldi solo per l’erogazione delle somme al comparto delle funzioni centrali (quelle dello stato), mentre dà la possibilità di farlo senza stanziare le risorse, nel comparto della sanità e delle funzioni locali, quelli dove sono aziende sanitarie e Comuni. Uno scaricabarile del governo su Enti e Aziende che di soldi non ne hanno.
E così sul nostro territorio i dipendenti delle due Aziende sanitarie e dei tre comuni più importanti per numero di dipendenti, ovvero Ferrara, Cento e Comacchio, non vedranno nessun anticipo in busta paga a dicembre. Allora diciamo basta, basta con le prese in giro del governo, basta con il gioco delle tre carte, basta al prelievo indiscriminato di risorse solo da chi lavora e da chi è in pensione, ed è per questo che continueremo a chiedere incrementi salariali a tre cifre per tutte e tutti, nessuno escluso. 
Così come chiederemo nuove risorse per proseguire i percorsi di riqualificazione con il passaggio al nuovo ordinamento professionale, la rivalutazione dei buoni pasto, delle indennità, l’incremento dei fondi della contrattazione integrativa e la rimozione del tetto al salario accessorio, come chiesto nelle piattaforme rivendicative per il triennio 2022-2024. Ed è per questo motivo che la mobilitazione e il percorso vertenziale continueranno con ancora più forza e vigore dopo gli scioperi generali”.
Fp Cigl Ferrara
Uil Fpl Ferrara

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