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Cia-Agricoltori, Calderoni: "Produttori e consumatori pagano il prezzo di un sistema economico non equo"

I dati Istat rilevano che i prezzi di frutta e verdura, nel percorso dal campo alla tavola, sono lievitati del 300%

Prezzi dell’ortofrutta pagati agli agricoltori 'sottocosto' che sugli scaffali dei supermercati aumentano in maniera incontrollata, ben oltre l'inflazione. Secondo i dati diffusi dall'Istat, elaborati da Cia-Agricoltori italiani, i prezzi di frutta e verdura nel percorso dal campo alla tavola sono lievitati del +300%, a fronte di prezzi pagati all'origine costantemente al di sotto dei costi di produzione. Un forte squilibrio lungo le filiere che da un lato pesa sulle aziende rimaste senza marginalità, dall'altro ha fatto registrare una contrazione del -10% sui consumi di ortofrutta nelle famiglie, negli ultimi dodici mesi.

Il divario tra campo e scaffale della grande distribuzione appare evidente analizzando i prezzi di alcuni prodotti: come l’uva da tavola pagata 0,42 euro/kg ai produttori e venduta a quasi 3 euro nei supermercati (+574%) o la melanzana tonda (+299%) da 0,86 a 3,43 euro/kg. A incidere sulla formazione del prezzo finale anche distribuzione e stoccaggio dell'ortofrutta, tanto che solo per remunerare i costi di trasporto e distribuzione viene destinato il 41% del prezzo pagato dal consumatore finale.

Secondo Stefano Calderoni, presidente di Cia-Agricoltori italiani Ferrara: "Esiste da molti anni un problema di speculazione sui mercati, e i dati emersi dalle rilevazioni Istat sono solo l'ennesima conferma che a pagare il prezzo di un sistema economico non equo e nemmeno etico sono i produttori e i consumatori italiani, come se non bastassero già i costi energetici fuori controllo che pesano su famiglie e imprese. Siamo davvero a un punto di non ritorno, perché o si comincia davvero a ridare valore alla produzione agricola, stringendo anche patti di filiera 'virtuosi' con la grande distribuzuine organizzata, oppure le aziende sono destinate a chiudere. Uno scenario che avrà un impatto deflagrante anche sui consumatori, destinati a mangiare pochi prodotti freschi, oppure ortofrutta importata da paesi dove certamente non hanno i nostri disciplinari produttivi, all'insegna della 'Sottoqualità'". 

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