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Martedì, 23 Aprile 2024
Lavori

Chiesa di San Paolo, terminati gli interventi strutturali e di restauro

Tra le novità, il potenziamento dell'illuminazione e due rampe per consentire l'accesso a persone con disabilità

Si è concluso il corposo complesso di lavori alla chiesa della Conversione di San Paolo, fra le più antiche di Ferrara, coinvolta sia nel terremoto del 1570 che da quello del 2012. All'esterno, sono stati tolti i pannelli del cantiere, e finalmente la facciata si può ammirare nella sua completezza. L'edificio era chiuso già da metà degli anni Duemila, ben prima del sisma. La sua situazione si è poi aggravata dalle lesioni dovute alle scosse del 2012. Attualmente, dopo la fine dei lavori di competenza del Comune, si stanno realizzando le ultime pulizie all'interno della chiesa, di proprietà della parrocchia di San Paolo.

La riqualificazione e il restauro della chiesa di San Paolo ha comportato un doppio stanziamento, per un totale complessivo di 3,8 milioni di euro. Nel dettaglio, 3 milioni di finanziamento ministeriale del Ducato Estense e 850 mila di fondi regionali post sisma. In base a una specifica convenzione, per poter realizzare gli interventi, il Comune di Ferrara è stata stazione appaltante. I lavori sono stati conclusi nei tempi preventivati e sono stati realizzati dal raggruppamento temporaneo di imprese composto dalle ditte Leonardo Srl e Lolli Raffaele impianti Srl di Bologna. La consegna dei lavori è avvenuta il 29 novembre del 2021. Gli interventi sono partiti poi a gennaio del 2022. La progettazione e direzione dei lavori è stata curata dall'ingegnere Giuseppe Carluccio di Bcd progetti, coadiuvato per il restauro degli apparati decorativi dall'architetto Benedetta Caglioti. 

Gli interventi si sono concentrati sul miglioramento sismico, insistendo soprattutto nella struttura di copertura e nel sottotetto. E' stato rifatto il manto di copertura, sono state restaurate le facciate esterne e l'apparato decorativo di tutta la chiesa, specificatamente sulle volte della navata principale, sul transetto, sull'abside e parte delle navate laterali. Tra gli elementi di novità, sono state realizzate due rampe per consentire l'accesso funzionale a persone con disabilità (una dall'ingresso principale e una da Porta Reno in prossimità dall'abside) ed è stata potenziata l'illuminazione, ora con faretti a Led, sia interna che esterna. Entro la fine di febbraio, la compagnia elettrica fornirà la potenza necessaria per illuminare la chiesa e riscaldarla adeguatamente. 

Ma i lavori non si esauriscono. Il Ministero dei Beni culturali ha assegnato alla Soprintendenza 600mila euro, con fondi del 2024, per il restauro delle opere artistiche di grande pregio e degli altari laterali e delle pale per poter ospitare nuovamente i quadri, fin da subito messi in deposito, che caratterizzano la chiesa. "La chiesa di San Paolo è un vero e proprio gioiello artistico e architettonico di Ferrara, siamo pertanto felici di aver concluso i lavori che la restituiranno, oltre che ai fedeli, alla città. Il prossimo obiettivo dell'Amministrazione comunale, infatti, è far vedere alla collettività gli interventi realizzati. Alla volta di marzo faremo un'apertura straordinaria", ha spiegato l'assessore comunale ai Lavori pubblici Andrea Maggi. 

"La basilica di San Paolo è una delle chiese più antiche di Ferrara e l'ultimazione dei lavori post sisma è il primo passo fondamentale per la sua prossima riapertura. Successivamente si potrà tornare ad ammirare anche i suoi splendidi tesori, attualmente in fase di ripristino e restauro, grazie a un intervento risolutore del sottosegretario Vittorio Sgarbi, che ringrazio, per il reperimento delle somme necessarie ai restauri. Un momento doppiamente felice perché oltre a essere luogo di culto e di tradizione per i fedeli, San Paolo è un vero e proprio museo sia per le decorazioni che la adornano e sia per il suo apparato interno", ha aggiunto l'assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli.

Risalente, nel suo primo nucleo, al decimo secolo, l'edificio di epoca tardo-rinascimentale si trova all'angolo tra corso Porta Reno e piazzetta Alberto Schiatti, nome dell'architetto che ne progettò la rinascita tra il 1573 ed il 1611, dopo il terremoto cinquecentesco. E' considerato il pantheon della città poiché ospita le sepolture di illustri personaggi di cultura, tra cui le tombe del poeta Guarino Veronese, il compositore Luzzasco Luzzaschi, di Alberto Lollio e di Giovan Francesco de Grossi detto Siface. La chiesa. che ha annessi l'ex convento dei Carmelitani e i chiostri rinascimentali, è altresì nota per i numerosi artisti che l'hanno impreziosita, tra cui Bastianino, Girolamo da Carpi, Domenico Mona e Scarsellino.
 

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