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La cerimonia / San Giorgio-Villa Fulvia-Quacchio

Il ricordo di Fardella, poliziotto eroe morto per salvare le vittime di un incendio

La tragedia avvenne il 6 febbraio 1976 in via Mortara: il questore ha deposto una corona d'alloro

Si è svolta martedì mattina nel cimitero di Quacchio la commemorazione, con un momento di preghiera tenuto da don Giorgio Lupi, in memoria della guardia scelta Melchiorre Fardella. Il questore Salvatore Calabrese ha deposto una corona d’alloro alla presenza della moglie e dei familiari. Alla cerimonia hanno presenziato anche il presidente e una delegazione dell’Associazione nazionale della Polizia di Stato.

La storia

Melchiorre Fardella, in servizio presso la polizia scientifica della Questura di Ferrara, morì il 6 febbraio 1976 all’età di 34 anni per aver prestato soccorso alle vittime di un incendio divampato in un negozio di abbigliamento in via Mortara. Intorno alle 16.15 di quel giorno, infatti, Fardella si trovò a passare nella via, libero dal servizio, e intervenne immediatamente per porre in salvo i presenti.

Un altro dei soccorritori, un uomo di 60 anni, venne colpito da un malore e cadde svenuto al suolo. Fardella, incurante delle fiamme incombenti, riuscì ad afferrarlo e caricarlo sulle proprie spalle portandolo in salvo all’esterno del negozio. Rientrò poi nei locali, ma qui venne colpito da un malore, evidentemente provocato dai fumi dell’incendio. Immediatamente soccorso, morì sull’ambulanza mentre veniva portato in ospedale. Melchiorre Fardella era sposato e padre di un bimbo di 3 anni.

La medaglia

Per questo eroico gesto venne insignito, alla memoria, della Medaglia d’oro al valor civile. Gli sono state intitolate la sede della locale sezione Anps (Associazione Nazionale Polizia di Stato), l’aula didattica della Questura di Ferrara e, nella zona di via Bologna, una strada.

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