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Caso centro rimpatri

Corpus Domini e Sant'Agostino sul centro rimpatri: "Soluzione non efficace"

I Consigli pastorali: "Non ridurre il confronto a una contrapposizione fra destra e sinistra"

La vicenda della possibile realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri ha richiamato l'attenzione anche da parte dei  Consigli pastorali delle parrocchie del Corpus Domini e di Sant'Agostino. Dopo avere sottolineato, in relazione alle dichiarazioni del vescovo Gian Carlo Perego che "sorvoleremo pazientemente sul disagio che proviamo a vedere maltrattata una figura che per noi è paterna e fraterna. Tuttavia non siamo solo cattolici che vedono mortificato il loro pastore, ma siamo anche cittadini consapevoli di questa città, e pensiamo di avere dei diritti", le realtà religiose hanno aggiunto che "è verissimo che Stato e Chiesa sono reciprocamente indipendenti, ma è altrettanto indiscutibile che, quando si riduce l'essere umano in condizioni non dignitose - ed è esattamente questo che avviene nei Cpr - la Chiesa interviene, perché ogni uomo è figlio di Dio".

I Consigli pastorali delle parrocchie hanno evidenziato che "ridurre ogni confronto politico a una contrapposizione tra 'destra' e 'sinistra' è ormai noiosamente fuori dal tempo. Un cittadino maturo non vuole per la sua città soluzioni di destra o di sinistra. Vuole soluzioni efficaci. I Cpr non lo sono, per il semplice fatto che generano – sia negli internati che nei cittadini - frustrazione, astio e rivalsa. E una città che si nutre di questi sentimenti ha il fiato corto".

Le realtà religiose, ricordando che "la Chiesa ha a cuore l'uomo e la sua santa dignità, non le statistiche relative alla frequenza della messa", hanno concluso che "sui Cpr esistono posizioni diverse. E' comprensibile, e fa parte della dinamica democratica. Entrare in questa dinamica inquinando il linguaggio non fa bene a nessuno, alla nostra città, poi, men che meno".

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