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Caso Centro rimpatri

Centro rimpatri, Ferrara Bene Comune: "Carcere? Qui meno garanzie per i detenuti"

Il consigliere Maresca è intervenuto sul tema, esprimendo solidarietà al vescovo

"Ancora una volta Ferrara Bene Comune si trova a esprimere la propria solidarietà nei confronti di monsignor Perego che, avendo espresso la propria motivata contrarietà nei confronti dell'apertura di un eventuale Cpr nella nostra città, è stato duramente attaccato in questi giorni". A intervenire sull'argomento, al centro dei dibattiti politici, è il consigliere comunale Dario Maresca.

Gruppo consiliare e realtà associativa, infatti, hanno sottolineato che "monsignor Perego ricopre l'incarico di presidente della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana, che ha tra le sue finalità quella di 'stimolare nella società civile la comprensione e la valorizzazione dell'identità dei migranti in un clima di pacifica convivenza, con l'attenzione alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e alla promozione di una loro cittadinanza responsabile', e tra i suoi compiti c'è quello di 'promuovere la crescita integrale dei migranti perché, nel rispetto del loro patrimonio culturale, possano essere protagonisti nella società civile, curando un'adeguata informazione dell'opinione pubblica e stimolando l'elaborazione di leggi di tutela dei migranti per una convivenza più giusta e pacifica”'. Risulta quindi evidente che non si tratta di aderire a idee di estrema sinistra ma semplicemente di coerenza con il ruolo che ricopre e con i valori che rappresenta".

Da qui alla considerazione che "nel merito della possibile costruzione di un Cpr nella nostra città siamo fermamente convinti che, come denunciato da molte realtà che si occupano di immigrazione, e confermato dal sindaco stesso, siano vere e proprie prigioni, che però, a differenze delle carceri, abbiano meno garanzie per i detenuti. Insieme a immigrati che provengono dal circuito penale e sono in attesa di espulsione convivono una gran parte di immigrati non comunitari che non hanno commesso nessun reato ma che semplicemente hanno violato una disposizione amministrativa, cioè quella del necessario possesso del permesso di soggiorno".

Ferrara Bene Comune ha evidenziato che "non si tratta quindi di un luogo di detenzione per soli delinquenti, come affermato dal sindaco, ma anche per molte persone che, avendo già alle spalle dolorose esperienze, si trovano senza aver commesso nessun crimine a essere private della loro libertà e a vivere in un contesto di grave violazione dei diritti umani".

Il consigliere Maresca ha aggiunto che "è dimostrato inoltre che la costruzione e la gestione del Cpr richieda moltissime risorse finanziarie e che l'aumento dei rimpatri non sia correlato alla possibile durata del trattenimento nei Cpr, perché, pur in periodi diversi in cui essa è oscillata considerevolmente, la percentuale di rimpatri non ha mai raggiunto il 60% delle persone ristrette anche per lungo tempo in tali strutture, come evidenziato nella relazione al Parlamento nel 2023 dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale".

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