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Sabato, 22 Giugno 2024
Ambiente

Centrale biometano, prima assemblea pubblica per il gruppo contrario

Il momento di confronto su salubrità e trasporti è stato molto partecipato

La centrale a biometano di Villanova torna al centro dell’attenzione pubblica. L’ultimo momento di confronto, in tal senso, è stata l’assemblea pubblica (promossa dal gruppo ‘No biometaNo’), tenutasi al circolo arci di Denore. Per la prima volta, tra l’altro, il tema è stato trattato insieme ai residenti del posto, con la cittadinanza che ha dimostrato un notevole interesse.

La riunione è stata aperta dall’intervento di Sandra Travagli che, servendosi di alcune diapositive, ha spiegato dove è prevista la costruzione della centrale di biometano e ha anche mostrato la dislocazione di centrali simili vicine, già attive (da Brazzolo a Masi Torello e in altre località confinanti con Denore e Villanova) dando conto dell’alta concentrazione di questi impianti sul territorio.

Ha poi illustrato un’altra mappa in cui sono state elencate le abitazioni civili che distano meno di 300 metri dall’impianto, per le quali è stata approvata la deroga alla norma che stabilisce le distanze minime fra centrali e case. Quindi ha esposto una cronistoria dell’impegno manifestato dal gruppo da lei guidato, raccontando i tentativi di un approccio dialogante con l’amministrazione comunale, con la Provincia, con gli enti preposti alle autorizzazioni.

Il tutto, denunciando “la non volontà di contatti informativi e chiarificatori da parte pubblica, rispetto alla volontà degli abitanti di farsi ascoltare. Insomma, il gruppo ‘No biometaNo’ di Villanova è convinto di interloquire avendo di fronte il classico ‘muro di gomma’, per dirla in maniera figurata”.

Successivamente è intervenuto Fausto Bianconi, autotrasportatore, che ha spiegato nei dettagli quali saranno i pericoli e gli intasamenti del traffico sulla via Pomposa (più conosciuta come Strada Rossonia) e anche sulle strade comunali limitrofe, per i numerosi trattori e camion che dovranno portare pollina e materiali vegetali alla centrale, nonché per portare via il digestato residuo del processo di metanizzazione.

Infine ha preso la parola Adele Nelly Pazzi, medico: anche lei ha illustrato l’impatto ambientale del processo di metanizzazione della centrale biometano, i conflitti con la salubrità dell’aria e del terreno, i possibili impatti con la salute della gente, citando a corredo numerose testimonianze riportate sulle pubblicazioni mediche e scientifiche.

Erano presenti all’assemblea pubblica e sono intervenuti anche Andrea Bregoli del Comitato ‘Vivere meglio’ di Formignana, che sta seguendo la situazione della centrale biogas di Brazzolo, Daniela Fuschini del coordinamento ‘No fanghi’ di Argenta-Ostellato-Portomaggiore e Andrea Ricci, referente della sezione ferrarese di Medicina Democratica.

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