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Ambiente / Viconovo-Villanova

Centrale a biometano, i cittadini chiedono un 'Programma di riconversione'

Secondo i promotori, il documento "renderebbe accertabili e chiari tutti i dati ancora da verificare"

"Non sono bastati quasi tre mesi all'assessore Balboni per tener fede alla volontà dichiarata di rilevare la qualità dell'aria a Villanova, prima della realizzazione della megacentrale per la produzione di biometano della Società agricola ApisFe1". A dichiarare che "sembrava cosa fatta già a marzo, era solo necessario trovare un punto di allacciamento alla rete elettrica adeguato" sono i cittadini contrari alla realizzazione dell'impianto.

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Attraverso una nota, gli attivisti hanno aggiunto che "si rivela invece sempre più evidente e incontestabile la volontà da parte del sindaco Fabbri e degli assessori Lodi e Balboni di eludere o minimizzare i problemi ambientali, sanitari, di qualità della vita delle persone passando anzi da una giudizio negativo sul progetto alla affermazione pubblica di sostegno al progetto stesso".

La nota ha rimarcato che "si rivelano sempre più necessari ulteriori approfondimenti", aggiungendo che "abbiamo consegnato richieste precise ad Arpae, al Comune e alla Provincia sull'obbligo che la Società ApisFe1 presentasse un Programma di riconversione o ammodernamento", in quanto "questo documento renderebbe accertabili e chiari tutti i dati che a nostro avviso sono ancora da verificare relativi al conferimento delle biomasse, alla individuazione dei terreni
per gli spandimenti del digestato, alla valutazione del traffico che, oltre a essere stato sottostimato, non ha tenuto conto dei veri tragitti che compiranno i mezzi".

Da qui alla considerazione che "il Comune non ha risposto alla nostra richiesta, la Provincia non ha accettato il confronto delegando ad Arpae le risposte. Siamo in attesa che ci vengano dati i chiarimenti necessari", in una situazione caratterizzata da una "scelta ormai esplicita di non voler coinvolgere tutti i residenti, di voler privilegiare interessi di singoli a una tutela di interessi generali, a non voler considerare questo territorio meritevole di una vera valorizzazione ma semplicemente area di sacrificio nella quale sarà sempre più difficile contrastare il prevedibile degrado". Gli attivisti hanno concluso che "a Villanova sono ricomparse le lenzuola NobiometaNo per continuate a dare un segnale che il problema è ancora aperto".

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