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L'intervento

Cena fascista, Confartigianato: "Attoniti, vicenda che deve interrogare tutti"

Gallerani e Cirelli: "Confidiamo nella magistratura. Serve educazione per i giovani"

Riceviamo e pubblichiamo:
“Restiamo attoniti di fronte alle notizie apparse sulla stampa, che riportano di una cena – durante le feste di Natale – in un locale della città, in cui alcuni giovani avrebbero cantato cori nazi fascisti, inneggiando a forme dittatoriali dell'organizzazione sociale, che per il nostro Paese, riporta la memoria storica del ventennio, al periodo più buio della storia recente. Sarà la magistratura, come deve essere, a definire i contorni della vicenda ma riteniamo troppo facile, oggi, trovare giustificazioni sostenendo che si è trattato di una goliardata.
Come Confartigianato siamo molto attenti ed interessati alla formazione dei giovani, sia per una composizione equilibrata dei valori comuni dentro le nostre Comunità, ma anche per garantire le libertà personali ed economiche indispensabili soprattutto per i piccoli imprenditori. Valori per noi non negoziabili che per Confartigianato sono patrimonio assoluto. Pensare a giovani che inneggiano chimere razziste è doloroso. Sotto tanti punti di vista. E deve interrogare tutti noi. Innanzitutto deve interrogare gli adulti.
Siamo stati in grado di costruire una coscienza collettiva democratica, antifascista ed anti dittatoriale? Abbiamo fornito alle giovani generazioni un impianto valoriale che in qualche modo faccia da scudo a questi rigurgiti contrari ai valori democratici? Si stanno fornendo alle nuove generazioni chiari modelli o messaggi positivi oppure si enfatizza o si premia chi inneggia, magari anche nelle canzoni, all'uso della violenza o alle armi? Ebbene, di primo acchito verrebbe da dire che rispondere di no. Verrebbe da dire che questi episodi sono il frutto di un fallimento educativo. A maggior ragione perché tutto ciò accade nella città di Giorgio Bassani, del Meis.
In una città che trasuda cultura ebraica in ogni angolo e che ha una lunghissima tradizione di convivenza, libertà economiche, amicizia e rispetto per la comunità offesa a cui va la nostra piena solidarietà. Così come va la nostra piena solidarietà ai rappresentanti delle forze dell'ordine che ogni giorno vigilano sulla nostra sicurezza. Confartigianato ha sempre fatto perno su valori democratici e anti-dittatoriali un suo caposaldo sin dalla propria costituzione del 1946. La nostra organizzazione si oppone a qualsiasi forma di compressione delle libertà. Qualunque esse siano, personali od economiche.
Perché i regimi autoritari, di qualsiasi estrazione, sono i veri nemici della libera impresa che ostacolano le libertà della persona. Condanniamo questi gesti, nella speranza non solo che non si ripetano più ma che rappresentino un monito universale e che possano in qualche misura riaccendere in tutti noi – e in particolare tra i giovani – un senso di memoria collettiva che non deve mai venire meno”. 
Graziano Gallerani e Paolo Cirelli, presidente provinciale e segretario Confartigianato Ferrara

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