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Celebrazione di San Giorgio, Perego: "Il modello del politico per i cristiani di ieri e di oggi"

Il vescovo ha ricordato nella sua omelia i sacrifici di figure come Giacomo Matteotti e Aldo Moro

"Celebriamo oggi il nostro santo patrono San Giorgio, testimone nella fede nel martirio", ha ricordato nell'omelia di martedì 23 aprile il vescovo Gian Carlo Perego.

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Una ricorrenza religiosa, accompagnata dal "ricordo di Padre Giacomo Ferrari, olivetano e parroco di questa comunità, a cui sarà intitolato il giardino sul fianco della basilica", e dal richiamo a una "antica biografia russa" che evidenzia che "San Giorgio 'si distinse per intelligenza, coraggio, capacità organizzativa, forza corporale, nobile portamento'. Potremmo dire che San Giorgio è il modello del politico per i cristiani di ieri e di oggi". 

Il vescovo ha aggiunto che "la testimonianza cristiana si paga, perché sempre alimentata dall'amore, dalla carità. Anche la politica - ci ha ricordato Papa Francesco, riprendendo San Paolo VI e Pio XII – è chiamata a essere la più alta forma di carità, perché è servizio al bene comune, alla giustizia e alla pace, dal sacrificare, dare la propria vita, come ci ha ricordato la pagina evangelica di Luca. '

Gian Carlo Perego ha aggiunto che "la politica è strumento di liberazione dal male, dai mali, gli stessi da cui ha liberato la sua città San Giorgio, che in un'antifona greca è chiamato 'liberatore dei prigionieri e difensore dei poveri'. Per questo, una delle quattro diaconie di Roma, cioè i granai per i poveri era intitolata a San Giorgio, oggi San Giorgio al Velabro, dove si distribuivano pane, formaggio e cacio. Oggi i mali delle nostre città da cui la politica è chiamata a liberarci sono l'indifferenza, la chiusura, lo sfruttamento, la falsità, la corruzione". Da qui alla riflessione che "l'indifferenza fa crescere il male, la chiusura non permette di rigenerarsi, lo sfruttamento non riconosce nell'altro un fratello, la falsità nega la verità delle cose e disorienta, confonde, la corruzione inganna, ruba, umilia", e che "San Giorgio ha compreso che nulla 'potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore', per il quale dare la vita". 

Il vescovo ha quindi sottolineato che "politici di diversa matrice hanno fatto della politica il luogo del loro martirio per la giustizia: pensiamo al Giacomo Matteotti, nato a pochi passi da Ferrara nel Polesine e sindaco di Villa Marzana, eletto deputato nella circoscrizione di Ferrara-Rovigo a cento anni dalla sua morte, assassinato, o ad Aldo Moro, professore a Bari, presidente del Consiglio dei Ministri, morto 46 anni fa, anch'egli assassinato, socialista l'uno e democristiano l’altro, e a tanti altri che in ragione delle loro idee o della loro fede, per amore della città, della giustizia e del bene comune, senza cedere a minacce e ricatti, hanno preferito dare la vita". 

Il religioso ha auspicato che "la politica oggi deve non ridurre, ma alimentare la partecipazione sociale nella costruzione della città, valorizzando le espressioni della società civili – movimenti e associazioni -, la solidarietà e la sussidiarietà, oltre che la creatività", non cedendo alla tentazione macchiavellica che 'il fine giustifica i mezzi'", rivolgendo un messaggio ai fedeli.

"Cari fratelli e sorelle - ha concluso - di fronte alla città che cambia, che vive aspetti non facili anche sul piano sociale e ambientale, che a segnali negativi unisce segnali di speranza, a volti antichi volti nuovi, come cristiani non possiamo rimanere alla finestra, ma sentire la responsabilità dell'impegno politico, attraverso anche la partecipazione al voto, la cura del creato, la tutela dei più deboli, la promozione della giustizia e del bene comune. La testimonianza e il coraggio di San Giorgio, nostro patrono, che non si è vergognato del Vangelo – per parafrasare le parole dell’evangelista Luca - guidino i laici cristiani, perché si formino e si dedichino a questo impegno politico, segno di cura dei cittadini e di ogni persona, soprattutto dei più deboli, e per la vita della città, di oggi e di domani". 

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