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Lunedì, 17 Giugno 2024
Giustizia

Processo Cidas, nessun verdetto: cambio di imputazione per il vicesindaco Lodi, tutto da rifare

Da concussione a induzione indebita: la decisione presa dopo un'ora di camera di consiglio

Nulla di fatto. Il giorno più atteso, quello del giudizio per il vicesindaco Nicola Lodi in relazione al caso Cidas, si è di fatto chiuso con un rinvio. Cambio di imputazione: da concussione (il pm Savino aveva chiesto 2 anni e 8 mesi) a induzione indebita. Quindi, gli atti sono stati restituiti (da parte del Gup, Danilo Russo) al pubblico ministero.

Intorno alle 13.30 di giovedì è, così, arrivato il responso direttamente dalle aule di tribunale (dopo oltre un’ora di camera di consiglio). Una decisione che, come detto, lascia tutto ancora aperto. In una direzione o nell’altra. Va ricordato, infatti, che nel caso in cui fosse arrivata la condanna, per via della legge Severino, Lodi sarebbe decaduto da ogni carica pubblica.

Intanto, però, sono arrivate le prime dichiarazioni in merito, sia da parte dello stesso vicesindaco, sia dal primo cittadino: “Le motivazioni – ha chiarito Lodi –, che escludono intimidazioni o costrizioni da parte mia, mi rendono ancora più fiducioso per gli sviluppi futuri. Resto vicesindaco e continuerò a battermi per il bene dei cittadini e di questo territorio”.

“Ricordo inoltre che la presunta vittima – ha incalzato Alan Fabbri -, nelle more del procedimento penale, è già stata condannata in primo grado per diffamazione ai danni di Lodi, per gli stessi fatti. Ora attendiamo le successive fasi del procedimento, confermando la nostra piena fiducia nella magistratura. E confermo la mia fiducia nell'azione amministrativa del vicesindaco”.

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