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Domenica, 21 Aprile 2024
L'intervista / Centro Storico / Corso Ercole I d'Este

Un anno di 'Caffè dei Diamanti', tra piatti tipici locali e drink (anche senza quadri)

Il locale, accanto allo storico Palazzo, è aperto a tutti. L'analisi del titolare, Stefano Gagliotta

Ha aperto i battenti esattamente un anno fa e sta diventando uno dei punti di riferimento per il turismo e per i cittadini ferraresi. Si tratta del Caffè dei Diamanti, la caffetteria adiacente all'omonimo Palazzo che è molto più di un locale dove potersi prendere una pausa, assaporando una bevanda o gustandosi un panino. A spiegarlo è il titolare, Stefano Gagliotta.

È passato un anno dall’apertura, quale bilancio può trarne?
“Si tratta di un bilancio che riteniamo positivo. In particolar modo, abbiamo concretizzato quello che era l’intento al momento dell’apertura: dare l’opportunità ai cittadini ferraresi di poter vivere un’esperienza all’interno di uno dei monumenti più rappresentativi della città, il Palazzo dei Diamanti. L’obiettivo iniziale consisteva nel rendere accessibile questo luogo a tutti e su questo punto c’è ancora strada da fare. Non tutti in città sono a conoscenza del fatto che è possibile prendere un caffè all’interno del bar anche senza dover forzatamente visitare la mostra del momento. Si accede anche senza aver pagato il biglietto”.

Qual è l'affluenza durante le mostre e gli eventi?
“Dipende dalla tipologia di mostra e dall’affluenza che quest’ultima può avere. In generale, abbiamo registrato che in alcune ore della giornata l’affluenza è certamente più assidua, mentre in altre un po’ meno. Tuttavia, c’è un fatto che va sottolineato: la nostra location è diventata, oggi, un punto di interesse per quanto riguarda l’organizzazione di eventi che possono essere sia di natura privata che aziendale. Oltre a tutto ciò, c’è anche la possibilità di ospitare matrimoni”.

Com’è strutturato il vostro bar?
“Oltre alla caffetteria, il nostro bar offre anche il servizio per il pranzo. Questo sia per i visitatori, che per la gente locale. Perciò abbiamo aumentato l’offerta garantendo la possibilità di assaporare i prodotti tipici della cucina ferrarese. Grazie alla sinergia con varie aziende del territorio siamo in grado, in ogni caso, di assicurare un’offerta che va oltre il panino, il sandwich e via dicendo”.

Che tipo di specialità offrite? 
“Noi offriamo la possibilità di fare dei percorsi degustativi pensati specialmente per i visitatori del Palazzo. Nel momento in cui arrivano alla biglietteria, infatti, questi hanno la possibilità di scegliere se acquistare, già prima del giro della mostra, prodotti tipici ferraresi come i cappellacci al ragù o burro e salvia, il diamantino (ovvero una pasta a forma di diamante con un ripieno al pasticcio ferrarese), prodotti senza glutine, lasagne di zucca, la tenerina e poi anche affettati, formaggi e una discreta disponibilità di vini”.

Quando siete aperti?
“Noi siamo aperti tutti i giorni. Da circa un mese abbiamo un orario che va dalle 7.30 del mattino fino alle 18. Questo salvo aperture straordinarie in concomitanza con quelle delle mostre”.

Carmine Anis e Stefano Gagliotta

Che genere di clientela è solita frequentare il Caffè? 
“I dati ci dicono che siamo riusciti a fidelizzare, per la maggior parte, cittadini ferraresi. A questi si aggiungono i visitatori della mostra che possono essere più o meno numerosi in base all’affluenza della mostra in corso”.

Ci sono molti giovani all’interno del vostro staff?
“Sì, al momento i membri dello staff sono quattro. Il membro più anziano è il nostro chef di riferimento. Si tratta di Cavallari, uno dei pasticceri più famosi a Ferrara, con il quale abbiamo stipulato una collaborazione. Dopodiché ci sono tre ragazzi giovani assieme a me e al mio socio che però non stiamo all’interno della caffetteria, ma ci occupiamo di altro”.

Crede che la riqualificazione e il restauro del Palazzo abbia favorito il turismo?
“Certamente, la ristrutturazione del Palazzo e delle zone limitrofe ha dato lustro, specialmente nell’ambito della mostra di inaugurazione. Anche grazie alla sinergia di Ferrara Arte vedo che all’interno della struttura vengono proposti eventi che vanno oltre il discorso artistico in senso proprio. In virtù di questo, credo che si stia spingendo verso un’apertura sempre maggiore al turismo”.

Avete in mente dei progetti per il futuro?
“In questo momento ci vogliamo focalizzare sul fatto di riuscire a far sì che sempre più cittadini ferraresi frequentino la caffetteria. Purtroppo, per quanto ci sforziamo nel far conoscere questo locale, c’è molta gente che non lo conosce e pensa che per potervi accedere si debba, forzatamente, fare il giro della mostra. L’obiettivo, dunque, è far capire che la caffetteria è un elemento che va considerato sempre di più come facente parte dell’offerta ferrarese”.

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