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Agricoltura

Aziende agricole e passaggio generazionale, l'83% delle imprese senza successore non lo cerca

Per la provincia di Ferrara, il premio Agrimanager è andato alla società Vivai Fratelli Zanzi

La società agricola Vivai Fratelli Zanzi di Gorgo si è aggiudicata, per la provincia di Ferrara, il premio Agrimanager 2024. Un riconoscimento assegnato all'impresa che ha saputo effettuare un passaggio generazionale con successo. 

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La scelta è avvenuta al termine del progetto promosso dalla società di servizi Agri2000 Net, in partnership con Emil Banca. Un'iniziativa che ha coinvolto 1.600 imprese delle province emiliane di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Giunto alla nona edizione, il progetto Agrimanager 2024 ha posto come tema il quesito 'Come gestire il passaggio generazionale?', con l'obiettivo di cercare risposte per le tante situazioni di crisi nel settore agricolo.

Il premio è stato consegnato a Gorgo a Riccardo Zanzi, responsabile certificazioni di Vivai Fratelli Zanzi, dal direttore generale di Emil Banca Matteo Passini e dal responsabile del progetto Agrimanager Camillo Gardini. Un appuntamento, in cui sono intervenuti anche Claudia Muzic, sindaca di Argelato, in provincia di Bologna, la presidente della Cooperativa agricola sociale Agriconcura Clara Berti, il presidente di Confagricoltura Ferrara Francesco Manca, l'assessore comunale ai Lavori pubblici Andrea Maggi, e il vicepresidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna Paolo Govoni.

L'azienda produce ogni anno oltre 3 milioni di piante da frutto e 15 milioni di piante di fragole ed è attiva in Europa, Asia, Medio Oriente e Nord Africa. Viene premiata una realtà caratterizzata da tre generazioni, impegnate attualmente in azienda con 9 familiari, con il coinvolgimento di giovani all'interno della governance. Alla consegna del premio sono stati presentati anche i risultati di un'indagine svolta da Agri2000 tra le 1.600 imprese emiliane che da Bologna a Piacenza hanno aderito al progetto.

I dati raccolti nel territorio dell'Emilia, una delle zone a maggiore produzione agricola in Italia, hanno evidenziato come quasi il 75% degli imprenditori agricoli sopra i 50 anni non abbia ancora trovato un successore a cui affidare l'attività. Il 50% degli intervistati over 50 ha dichiarato che probabilmente la propria azienda nel futuro sarà venduta, mentre il 40% sarà affittato. L'83% delle aziende senza successore non sta al momento neanche tentando di individuarlo, mentre al 62% non interessa individuarlo neanche in futuro. Il 49% delle aziende che hanno aderito al progetto è gestita da imprenditori compresi nella fascia di età tra i 41 e i 60 anni, il 14% ha meno di 40 anni, il restante 37% ha più di 60 anni. Gli indirizzi colturali prevalenti sono i seminativi, la frutticoltura, l'orticoltura, il vitivinicolo e la zootecnia.

Elaborando questi risultati sulla base dei dati del settimo Censimento generale dell'agricoltura, secondo Agri2000 Net, in Emilia-Romagna potrebbero chiudere appunto circa 30mila imprese su un totale di circa 43mila gestite da over 50 attualmente in attività. Il motivo principale emerso dalle risposte dei produttori è la scarsa redditività dell'azienda che dissuade gli imprenditori dalla voglia di continuare a portare avanti l'impresa, anche se il 70% degli interpellati sostiene che l'elemento 'passione' avvicina e spinge i giovani verso questa attività difficile, ma stimolante e ricca di opportunità.

"Per evitare di chiudere l'azienda – ha spiegato il responsabile di progetto Agrimanager Camillo Gardini – è sempre più importante passare dalla mentalità di produttori a quella di imprenditori. Il progetto Agrimanager è un percorso unico in Europa per far crescere le conoscenze degli imprenditori agricoli di territori ampi e definiti, per adottare cambiamenti radicali nei metodi di coltivazione con l'introduzione di nuove tecnologie per ridurre l'impiego di mezzi di produzione come concimi, agrofarmaci e biostimolanti e per ottimizzare l'utilizzo di acqua".

Il direttore generale di Emil Banca Matteo Passini ha espresso "soddisfazione per un progetto come questo che aiuta a crescere l'imprenditorialità di chi gestisce le aziende del settore agroalimentare con innovazioni che vanno verso tecnologie 4.0 per ridurre i costi e aumentare la sostenibilità delle imprese", sottolineando l'attenzione al settore agricolo posta dalla banca attraverso le attività di specialisti del settore in grado supportare la crescita delle imprese agricole del territorio.

Al premio era associata anche la donazione di prodotti agroalimentari per un valore di mille euro alla Cooperativa Agricola Sociale AgriconCura ente del terzo settore del territorio. Daniele Ravaglia, vicepresidente di Confcooperative Terre d'Emilia, ha aggiunto che "l'alleanza tra terra e sociale che si propone attraverso l'iniziativa di Agrimanager è un modo per fare sistema e vincere assieme quelle sfide che tiene insieme impresa agricola e bisogni sociali del territorio. E' importante rispondere ai bisogni sociali emergenti, in particolare nelle aree marginali nelle quali le nostre cooperative operano anche attraverso le attività agricole, al contempo è fondamentale interrogarsi sul futuro delle aziende agricole, le cui difficoltà nella successione aziendale costituiscono per il territorio un rischio troppo spesso sottovalutato".

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