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Lunedì, 17 Giugno 2024
Sanità

Ospedale, il 60% di dirigenti e responsabili di struttura semplice è rappresentato da donne

Il bilancio di genere indica che le strutture complesse sono attribuite per il 67% a uomini

L'Azienda ospedaliera universitaria ha pubblicato il suo bilancio di genere riferito al 2021, dopo che alcuni mesi fa è stato redatto quello dell'Ausl. Uno strumento in grado analizzare la realtà aziendale, per pianificare i servizi sanitari a superare gli ambiti di discriminazione e permettere di conoscere la relazione fra i bisogni sanitari, l'accessibilità e l'uso dei servizi sanitari, la situazione socioeconomica e il ruolo delle donne di qualsiasi etnia, cultura e religione. 

Oggi, pertanto entrambe le aziende sanitarie ferraresi dispongono ora dello strumento. A questo proposito, sono numerosi i dati che emergono dal Bilancio di genere dell'Azienda ospedaliera universitaria.

Dei 3.622 lavoratori, il 72% pari a 2.595, sono donne. La direzione strategica è composta da professioniste di sesso femminile, che è prevalente anche tra la dirigenza e tra le responsabilità di struttura semplice (circa il 60%), ma se si analizzano le strutture complesse queste sono attribuite per il 67% a uomini. Spostandosi sul fronte universitario emerge che il personale convenzionato universitario è per oltre il 59% di sesso maschile.

Questa differenziazione emerge anche nelle retribuzioni: a parità di qualifica un direttore di struttura complessa guadagna circa 19mila euro in più di una collega donna. Sbilanciamenti a favore delle donne vi sono invece per gli incarichi più bassi, ma anche per le direzioni di dipartimento.

Le lavoratrici dell'Azienda ospedaliera universitaria fanno maggiormente ricorso, rispetto agli uomini, al lavoro agile, ai permessi parentali e ai permessi della legge 104, con percentuali del 90 e dell'85%, a riprova che il lavoro di cura familiare pesa ancora quasi esclusivamente sulle spalle delle donne.

Gli uomini risultano ancora prevalenti nella composizione delle commissioni di concorso e negli studi di ricerca, mentre le donne risultano maggiormente vittime di episodi di violenza. "L'analisi e la redazione di un bilancio di genere – ha commentato la direttrice generale delle due Aziende sanitarie Monica Calamai – nasce innanzitutto dalla necessità di compiere un’operazione di equità, di trasparenza, ma anche di giustizia sociale e di efficienza".

Il percorso di redazione del bilancio di genere ha trovato la sua centralità operativa in un gruppo di lavoro interdisciplinare a cui hanno partecipato referenti dei servizi socio sanitari dell'Azienda ospedaliera universitaria ed esponenti dell'Università di Ferrara, componenti dei servizi interaziendali, che sono condivisi tra Ausl e Aou, per esempio la formazione e il personale, nonché rappresentanti dello staff della Direzione generale, del Comitato unico di garanzia e del Board equità del 'Sant'Anna' e del Centro universitario di studi sulla Medicina di genere di Ferrara.

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