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Martedì, 16 Aprile 2024
Giustizia

Caso don Rugolo, la parte civile: "Porteremo in aule le immagini pedopornografiche"

L'avvocatessa Eleanna Parasiliti Molica commenta la condanna: "Sbagliato minimizzare"

Vietato minimizzare i fatti. E’ questo, in sintesi, la posizione di Eleanna Parasiliti Molica, legale della parte civile nel processo di don Giuseppe Rugolo (condannato a 4 anni e mezzo). Secondo l’avvocatessa, infatti, “si omette di raccontare che, con riferimento ai fatti del 2013, il reato risulta tentato solo grazie al fatto che la vittima è riuscita a sottrarsi all’aggressione sessuale. Ciò significa che a dire del tribunale (di Enna, ndr), i fatti che vanno dal 2009 al 2012 sarebbero avvenuti ma si sarebbero estinti per prescrizione a causa del decorso del tempo. Se il Tribunale avesse ritenuto che i fatti non fossero accaduti, avrebbe prosciolto l’imputato nel merito”.

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La replica di Parasiliti Molica prosegue al legale dello stesso prete, asserendo anche che “la reale pericolosità delle condotte ascritte al sacerdote, riconosciuta dalla sentenza, si evince dalla decisione del tribunale di dichiarare l’interdizione in perpetuo da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori”.

Quindi, lo stesso legale torna sull’importanza della condanna della Diocesi nella qualità di responsabile civile. A fronte di tutto ciò, lo studio legale intende proseguire nel percorso della ricerca di verità. “Intendiamo portare a conoscenza alla autorità giudiziarie competente il contenuto dell’hard disk, elaborato dalla Polizia Giudiziaria dopo il sequestro dei supporti informatici di Rugolo – conclude Parasiliti Molica, perché venga accertata la presenza di immagini pedopornografiche, alcune delle quali già prodotte in aula. Tutto ciò per maggiori approfondimenti circa contenuti che, prima face, potrebbero appartenere alla categoria del materiale pedopornografico”.

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