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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

Aumento rette Cra, Scaramagli (FdI): "La Regione non ha mai coinvolto i sindaci"

La coordinatrice comunale di Fratelli d'Italia ha criticato la decisione regionale

Chiara Scaramagli, coordinatrice comunale di Fratelli d'Italia, si è espressa duramente sul tema regionale dell'aumento delle rette nelle Case residenza anziani. "Aumento delle rette nelle Cra - ha commentato Scaramagli - voluto dalla Regione Emilia-Romagna", definendo le sue politiche "palesemente sorde ai bisogni dei cittadini e ignare delle situazioni di fragilità sociale".
 
La coordinatrice di Fratelli d'Italia ha sottolineato "dapprima la recente decisione di Bonaccini di annullare il valore della residenzialità storica nell'assegnazione delle case popolari, in spregio ai bisogni di anziani e famiglie residenti sul nostro territorio, che si vedranno sorpassare nelle graduatorie da persone straniere appena arrivate (e, forse, con immobili di proprietà nei loro paesi di origine, perché non è dato conoscere la reale situazione patrimoniale di queste persone). Poi ecco giungere anche la decisione di aumentare le rette delle Cra, che peseranno sui bilanci famigliari di anziani e disabili di ben 1500 euro all’anno a persona! Quindi prima la Regione toglie le case ai cittadini emiliano-romagnoli, poi, dal momento che, presumibilmente tanti di loro, anziani, dovranno per forza trovare un rifugio in una Cra, decide arbitrariamente di aumentare il costo delle rette, facendoli gravare sulle loro tasche anziché reperire fondi altrove".
 
Scaramagli ha evidenziato che "è grave che, sul tema dell'aumento la Regione non abbia mai coinvolto i sindaci nel gruppo di lavoro finalizzato ad aggiornare i costi dei servizi socio-sanitari residenziali accreditati, convocandoli solo alla Conferenza territoriale socio sanitaria del 18 gennaio 2024 per deliberare non sul 'se aumentare le rette' ma semplicemente 'da quando aumentarle' (1 gennaio 2024 o 1 febbraio 2024). Da qui il motivo della giusta astensione dei sindaci di centro-destra, primo fra tutti Alan Fabbri, contrari all'aumento come tutti i sindacati. Altrettanto grave è che i sindaci di centro-sinistra abbiano giustificato questa politica regionale, asserendo che gli aumenti sono necessari per far fronte alla crescita dei costi di gestione delle Cra e dimostrando ancora una volta con i fatti di non essere dalla parte dei più deboli".
 
Da qui alla conclusione che "noi di Fratelli d'Italia, da sempre dalla parte dei cittadini, ci batteremo contro l'aumento delle rette così come ci stiamo battendo contro l'abolizione del valore aggiunto della residenzialità storica nell'assegnazione delle case popolari anche con una raccolta firme partita proprio in questi giorni a Ferrara. Evidentemente la Regione e il Partito Democratico sono sempre più guidati da ideologie che li portano anni luce lontano dai reali bisogni delle persone".

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