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Giovedì, 20 Giugno 2024
Economia

Bar e parrucchieri, in un anno +41% di costi per i servizi: volano luce e gas, tengono acqua e rifiuti

L'analisi è stata realizzata da Unioncamere e Borsa merci telematica, con un raffronto con il 2021

Caro vita per le famiglie, ma anche per le imprese. A sostenerlo è la Camera di Commercio, che ha evidenziato che tra il 2021 e il 2022 il costo sostenuto dal sistema delle piccole e medie imprese per i servizi pubblici locali sia è aumentato in media del +41,3%, con una forte variabilità tra servizio e attività economica.

Da quanto emerge dall’analisi sui principali servizi pubblici locali, realizzata da Unioncamere e Borsa merci telematica, a sostenere i costi maggiori sono stati i negozi di beni non alimentari (+60%). Forti anche i costi a carico dei negozi di parrucchiere (+41,1%), bar (+37,8%) e negozi di ortofrutta (+26,1%).

Nello specifico, gli aumenti registrati nel 2022 sono riconducibili all’andamento del costo della fornitura di energia elettrica e gas naturale, in aumento rispettivamente del +60,3% e del +57,3% in dodici mesi. Gli incrementi dell’energia elettrica hanno interessato la componente relativa alla vendita (+127% in media) a seguito del forte aumento registrato dalla materia prima.

Tali aumenti sono stati in parte compensati dalla riduzione degli oneri di sistema (-45% in media rispetto allo scorso anno) messa in campo dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, al fine di scongiurare un aumento ancora più pronunciato della bolletta. I rialzi del gas naturale, invece, hanno interessato la componente relativa alla materia prima (+185% rispetto al 2021) a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina.

Più contenuti, invece, gli adeguamenti delle tariffe per il servizio idrico (+3,4%) e moderata riduzione per il servizio rifiuti nei capoluoghi di regione (-1,4%). Facendo un passo indietro, tra il 2017 e il 2022, la spesa per le utenze dei servizi pubblici locali di alcune delle più diffuse attività commerciali (negozio di beni non alimentari, parrucchiere, bar e ortofrutta) registra un aumento medio del +54,2%.

L’incremento, calcolato come media di alcuni profili tipo di impresa (negozio di beni non alimentari, parrucchiere, bar e ortofrutta), ha caratterizzato in particolare la spesa per l’energia elettrica (+73,6% rispetto a cinque anni fa) e le bollette del gas naturale (+55,7%), ambedue soggetti alle oscillazioni dei costi della materia prima nei mercati all’ingrosso.

I forti aumenti registrati dal costo della materia prima sono stati solo in parte compensati da un calo del costo delle infrastrutture e degli oneri di sistema. Forti rincari anche per la spesa per il servizio idrico (+12,7%) dovuti, da una parte, alla necessità di allineare le tariffe ai reali costi del servizio, dall’altra, all’esigenza di sostenere gli investimenti per migliorare lo stato delle reti idriche. In calo dell’1,6%, invece, la spesa per il servizio di gestione dei rifiuti urbani registrata negli ultimi 5 anni.

“Il metodo della condivisione per l’individuazione di progettualità condivise non è mai superato, purché imprese e lavoro siano messi davvero al centro dell’iniziativa politica e delle strategie di sviluppo del Paese - commenta Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio -. Incentivi continuativi e di facile accesso, norme stabili, strategie di sviluppo pubblico a supporto dell’impresa, infrastrutture, banda ultra larga, semplificazione, processi decisionali rapidi e un sistema di formazione che sappia interagire con il sistema produttivo in modo efficace sono elementi essenziali per fare del nostro un Paese moderno e performante”.

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