Venerdì, 19 Luglio 2024
Religione

In attesa del Giubileo del 2025, la Diocesi organizza il pellegrinaggio

Il vescovo Perego si è soffermato sulla speranza "in questo tempo di perdono e di condivisione"

C'è grande attesa tra i fedeli per il Giubileo in programma l'anno prossimo. Un'importanza riconosciuta e rispettata anche dalle altre fedi in tutto il mondo. L'ultimo è stato quello straordinario del 2015 voluto da Papa Francesco. Quello che si svolgerà nel 2025 sarà quindi il secondo con il Santo Padre.  A questo proposito, anche la Diocesi di Ferrara ha organizzato il pellegrinaggio

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Il Giubileo è un anno speciale in cui la Chiesa Cattolica offre ai fedeli la possibilità di chiedere l’indulgenza plenaria, cioè la remissione dei peccati per sé o per parenti defunti. Il rito più emozionante e conosciuto è sicuramente l'apertura della Porta Santa. Questa resta spalancata solo durante l'anno giubilare. Le altre porte principali appartengono alle basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore. 

La prima porta a essere aperta è quella della Basilica di San Pietro, le altre di volta in volta nei giorni successivi. Il Pellegrinaggio diocesano a Roma con l'arcivescovo Gian Carlo Perego prevede due distinte possibilità. Il primo periodo comprende l'11, il 12 e il 13 marzo 2025, il secondo periodo, invece, i giorni 17, 18, 19 e 20 giugno 2025. Informazioni sono disponibili contattando l'Ufficio Diocesano Pellegrinaggi, Pastorale del Tempo Libero e Turismo, il martedì e il giovedì dalle 10 alle 11, al numero telefonico 329 2221972.

"Il pellegrinaggio diocesano a Roma in occasione del Giubileo 2025 - ha sottolineato il vescovo Gian Carlo Perego - ci vede 'pellegrini della speranza', visitando le basiliche romane. Non è una gita, ma un cammino di fede e di preghiera, carico del desiderio della riconciliazione. Il Giubileo, infatti, ha un'etimologia incerta. Deriva dal termine ebraico 'yobel' che dalla Bibbia dei settanta viene tradotto in greco con il termine 'aphesis', che significa 'remissione', 'rinvio', 'liberazione'. Il Giubileo ebraico è strettamente collegato all’anno sabbatico e al sabato ed era un invito al riposo della terra, al riscatto della terra, al riscatto delle case, al riscatto delle persone".

Il vescovo ha aggiunto che "in questo senso il Giubileo costituisce un'utopia, più che una realtà, una profezia, più che un'esperienza storica compiuta. Il pellegrinaggio giubilare a Roma, in questa fase profetica del cammino sinodale, esprime il nostro desiderio di credere nella profezia evangelica, testimoniata dagli apostoli Pietro e Paolo e dalla prima comunità cristiana. Mi auguro che in molti accogliate questa proposta diocesana per vivere insieme il Giubileo, quale 'segno di speranza' in questo tempo di perdono e di condivisione".

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