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Lunedì, 17 Giugno 2024
Economia

Imprese, saldo positivo nel secondo trimestre. Ma aumentano le chiusure

Dati leggermente confortanti per l'economia del territorio: ecco tutti i settori

Il sistema delle imprese ferraresi continua a mostrare resilienza, insieme a qualche slancio di dinamismo. I dati del secondo trimestre 2023 evidenziano, infatti, un saldo positivo tra aperture e chiusure di imprese, con un aumento complessivo di 104 nuove aziende nel periodo aprile-giugno. Il risultato, sebbene rappresenti un segnale incoraggiante, è uno tra i meno brillanti nell'arco degli ultimi dieci anni.

E’ quanto emerge in sintesi dall’analisi trimestrale Movimprese relativa al periodo aprile-giugno 2023, condotta dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna sui dati InfoCamere del Registro delle Imprese.

Società di capitale

In particolare, tra aprile e giugno l’anagrafe della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna ha fatto registrare sul territorio ferrarese un numero di aperture di società di capitale di poco inferiore allo scorso anno (77 contro 101).

Imprese individuali

in linea con una tendenza in atto da tempo, fanno invece segnare un passo indietro rispetto agli anni pre-covid, le imprese individuali, la forma d’impresa più numerosa: 282 le aperture di nuove attività nel secondo trimestre di quest’anno, contro le 329 del 2019 anche se in ripresa rispetto allo scorso anno.

Bilancio aperture-chiusure

Restano nettamente sotto la media del periodo pre-covid, le cancellazioni che, tra aprile e giugno, si sono attestate a 300 unità, anch’esse in continua crescita negli ultimi anni. Il bilancio tra aperture e chiusure, da sempre positivo nel secondo trimestre, risulta quest’anno inferiore per 31 unità rispetto allo stesso periodo del 2022, allontanandosi così dai migliori risultati dei secondi trimestri degli ultimi anni.

I numeri assoluti

Da notare come al bilancio del trimestre abbia contribuito anche la componente artigiana, che ha chiuso il periodo con un saldo attivo di 57 imprese (163 le iscrizioni di nuove imprese contro 106 cessazioni), in aumento rispetto a quanto verificatosi nel secondo trimestre 2022 (+49 unità). In termini percentuali, lo stock complessivo delle imprese (al netto delle cancellazioni d’ufficio) si è, dunque, accresciuto dello 0,32% (qualche decimale in meno rispetto al ritmo del 2022 che registrava un +0,39%) portando il totale delle registrate nella nostra provincia, al 30 giugno di quest’anno, a 32.349 realtà imprenditoriali.

Forme giuridiche

Delle 104 imprese in più alla fine del trimestre, circa il 50% ha la forma dell’impresa individuale (+51 unità). Rispetto allo scorso anno, l’analisi della nati-mortalità delle imprese per forme giuridiche nel secondo trimestre 2023, rileva un rallentamento del tasso di crescita delle società di capitale: aumentando di 37 unità, il loro tasso trimestrale scende a +0,55% (l’indicatore riferito allo stesso periodo nel 2022 era +0,85% e nel 2021 +1,08%).

I settori

Si registrano saldi attivi anche in gran parte dei settori a partire dalle costruzioni (+27, tutte artigiane), seguite dai servizi alle imprese (+17) e dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+15). Segno + anche per le altre attività di servizi alla persona (+15), attività finanziarie e assicurative (+8) e attività manifatturiere (+7).

In termini percentuali e di macro settori l’avanzamento più sensibile si registra nei servizi in particolare quelli orientati alle attività produttive che segnano un +1,04% seguiti da quelli destinati ai consumatori finali (+0,52%) e dall’industria, intesa come manifattura ed edilizia, (+0,50%).

Imprese giovani

Le imprese giovanili rappresentano quasi un terzo del totale delle iscrizioni e poco meno dell’8% delle chiusure complessive, con un saldo trimestrale positivo (+81), in linea con lo scorso anno ma ancora lontano dal dato pre-Covid (+104).
Il tasso di crescita relativa risulta comunque più elevato rispetto al complesso delle imprese (+3,54% al confronto con il +0,32% complessivo) e la loro consistenza rispetto al 31 marzo 2023 cresce, nonostante la possibile perdita dei requisiti “giovanili” da parte di realtà iscritte in precedenza.

Le realtà femminili

Anche per le imprese femminili il saldo della movimentazione è positivo (+27 unità), in lieve miglioramento rispetto al dato dello scorso anno (+24): la loro quota sul totale delle imprese si assesta al 23,6%, sempre superiore a quanto rilevato in Emilia-Romagna e in Italia. Il risultato è stato determinato dall’aumento delle aperture, accompagnato da un numero di chiusure rimasto pressoché invariato.

Gli stranieri

Trend analoghi si rilevano per le imprese straniere: la differenza tra aperture e chiusure, sempre positiva (+61 unità), risulta in leggera flessione rispetto allo scorso anno quando aveva segnato un +81; sono calate soprattutto le nuove iscrizioni mentre le cancellazioni sono rimaste piuttosto stabili. In crescita l’incidenza delle imprese estere sul totale: ogni 11 imprese registrate una non è gestita da italiani.

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