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Giovedì, 30 Maggio 2024
Agricoltura

Agricoltura, Calderoni (Cia): "Continueremo a protestare per ottenere politiche che non affossino il settore"

Il presidente dell'associazione di categoria si è soffermato anche sulla mancanza del Piano assicurativo per le colture

Proseguono le proteste da parte degli agricoltori in Italia e in Europa nei contronti delle politiche Ue. Una crisi profonda per il settore, dove alle decisioni prese a livello europeo che hanno generato malcontento nella categoria, si sono aggiunti problemi a livello italiano e regionale. A commentare il tema è Stefano Calderoni, presidente di Cia-Agricoltori italiani Ferrara.

"Gli agricoltori ferraresi - ha sottolineato Calderoni - hanno scelto di unirsi alla protesta che sta dilagando in tutta Europa e dare un messaggio concreto anche sul territorio, ricevendo la solidarietà e la vicinanza non solo degli amministratori locali ma anche delle persone. Credo che l'opinione pubblica stia finalmente comprendendo che ciò che succede agli agricoltori e alle nostre produzioni riguarda anche loro come consumatori, che hanno il diritto di mangiare cibo sano, proveniente dai nostri campi e non da migliaia di chilometri di distanza. Noi continueremo a supportare le iniziative a livello regionale e nazionale, andando nuovamente a protestare per ottenere ciò che è giusto ed equo: politiche comunitarie e italiane che non affossino il settore agricolo ma lo considerino il motore dell'economia e della tutela ambientale". 

Calderoni ha sottolineato che "le politiche della Pac remano contro produttività e reddito e anche la proposta di revisione al 4% inviata proprio in queste ore è irricevibile, perché di fatto reintroduce il greening ed è sempre terreno sottratto alla produzione. Ma i problemi ci sono anche a livello nazionale perché manca ancora il Piano assicurativo agricolo 2024, che deve dare indicazioni sulle modalità e sui tempi per assicurare le nostre colture. Si tratta di uno strumento fondamentale perché le assicurazioni sono l'unico modo per contrastare i danni provocati dai cambiamenti climatici e gli agricoltori devono poter assicurare in tempi brevi le produzioni. Il rischio, altrimenti, è di affrontare l'incertezza climatica a mani nude, mettendo nuovamente a rischio intere filiere produttive e con esse un indotto che ha un impatto economico e sociale importantissimo per il territorio".

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