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Domenica, 21 Aprile 2024
Polizia

Spedizione punitiva all'esterno di un Pride, nei guai un giovane ferrarese

In tutto, identificati 267 soggetti (di cui 89 minori), con 6 denunce e 4 arresti

Denunce e arresti. I poliziotti della Squadra Mobile di Padova, con ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine di Padova e di unità della sezione investigativa del servizio Centrale Operativo, (come riporta PadovaOggi) alle prime luci dell'alba di venerdì 15, hanno compiuto diversi interventi in contesti di criminalità giovanile, effettuando perquisizioni d’iniziativa e su delega della Procura della Repubblica di Padova.

Inoltre, hanno portato avanti anche controlli nei luoghi di ritrovo abituale dei giovani, identificando 267 soggetti, di cui 89 minori, denunciandone 6 (di cui 3 minori) e traendone in arresto 4 per spaccio di sostanze stupefacenti.

La spedizione punitiva

In particolare i poliziotti padovani hanno dato esecuzione ad un decreto di perquisizione locale e personale e contestuale informazione di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Padova nei confronti di 4 giovani stranieri di seconda generazione, tre dei quali residenti a Padova ed uno a Ferrara, di età compresa tra i 18 ed i 23 anni, gravemente indiziati in concorso di lesioni aggravate.

Il tutto, in relazione ad un’aggressione da loro attuata, unitamente ad almeno altri 6 soggetti, per futili motivi la notte dell’11 giugno scorso all’esterno del Pride Village di Padova, in danno di cinque giovani di Padova e provincia, anche loro ultraventenni, colpiti con calci e pugni, con tirapugni, e poi accecati mediante spray urticante, cui hanno cagionato importanti ecchimosi, graffi ed abrasioni

 Ad uno di loro una ferita frontale profonda, ad un altro ancora, gettato a terra e colpito con calci e pugni alla testa ed al corpo sino a fargli perdere conoscenza, un importante trauma cranico. Tra gli aggressori è stata riscontrata la presenza di Baby Touchè, il trapper diciannovenne nato a Padova di origini marocchine.

Grazie alle informazioni acquisite nell’immediatezza, i poliziotti della Squadra Mobile hanno da subito indirizzato le indagini nei confronti di un gruppo di amici sostenitori di un cantante trapper non nuovo ad analoghi episodi violenti e già al centro di alcuni scontri tra gruppi contrapposti.

Nel corso delle perquisizioni, tese a rinvenire oggetti ed indumenti compatibili con le risultanze investigative, ovvero con le dichiarazioni rese dalle persone offese e da alcuni testimoni che indicavano gli aggressori con abbigliamento tipico dei “maranza”, riconoscendoli in video da essi postati sui social lo stesso giorno dell’aggressione, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro alcuni capi di abbigliamento compatibili con quelli descritti dalle vittime, e nei confronti di uno degli indagati anche alcuni grammi di hashish.

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