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Sabato, 24 Febbraio 2024
Lavoro / Zona industriale-Diamantina / Piazzale Guido Donegani

Sciopero della Fiom davanti ai cancelli del Petrolchimico, Verla deciso: "Serve un piano industriale serio"

In piazzale Donegani il presidio ha coinvolto oltre un centinaio di lavoratori; al centro, i nodi Vm e Polo chimico

Dalla mobilitazione per partecipare allo sciopero nazionale di sabato a Roma contro la crisi economica, alla questione esuberi alla Vm di Cento, senza tralasciare la situazione di difficoltà in cui versano i dipendenti del Polo chimico. Sono diversi i temi affrontati nel corso del presidio al piazzale Donegani dalla Fiom-Cgil. Il sindacato ferrarese, infatti, ha deciso di estendere a otto ore a livello provinciale lo sciopero di venerdì, inizialmente previsto dalla stessa sigla regionale a sole due ore. Una decisione maturata dal direttivo, sulla scorta di ragioni enucleate nei giorni precedenti. "Nelle scorse giornate - ha spiegato il sindagato - il gruppo Stellantis ha annunciato alla Vm di Cento la fine della produzione del motore diesel per l'automotive, senza ragionare di transizione e senza prevedere nessun prodotto in sostituzione, con un rischio di perdita di quasi 300 posti di lavoro sul sito centese. Nel Polo chimico le scelte di Eni di chiudere l'impianto cracking a Porto Marghera, unitamente al fermo produttivo di Yara per l’incremento dei costi del metano rischiano di condannare all'irrilevanza un sito produttivo come quello di Ferrara, nel quale le numerose aziende di costruzione e manutenzione meccanica impegnate nel sistema degli appalti stanno già da mesi procedendo a ridurre gli organici impiegati, inviando i lavoratori in trasferta in altri siti sul territorio nazionale dove invece vi sono investimenti da parte delle multinazionali chimiche insediate". 

Manifestazione a Roma

Una situazione locale priva di prospettive confortanti, dunque, che va a intrecciarsi con un panorama internazionale ancor meno roseo, fra pandemia e guerra, sanzioni economiche e spinte inflazionistiche, fino a una consistente perdita del potere d'acquisto dei lavoratori e delle loro famiglie. A questo proposito, la Cgil ha reso pubblica la sua adesione alla manifestazione nazionale 'Italia, Europa, ascoltate il lavoro' di sabato a Roma in piazza del Popolo alle 14.30, con i sindacati internazionali e le associazioni, e l’intervento conclusivo del segretario generale Maurizio Landini. Saranno circa 250 le lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati che partiranno dalla provincia in pullman e in treno per chiedere una maggiore attenzione verso i problemi del lavoro e risposte, sempre più urgenti e non rinviabili, per affrontare la crisi e le prospettive future. Una manifestazione che cade in concomitanza con il primo anniversario dell'assalto alla sede della Cgil. 

"Abbiamo scelto questa giornata simbolica - ha affermato la segretaria generale Veronica Tagliati - non solo perché la Cgil non vuole dimenticare, ma perché vuole riaffermare l’importanza dell’antifascismo, della pace, della solidarietà e della giustizia sociale quali tasselli fondamentali per la tenuta democratica del paese. La manifestazione rilancerà il decalogo delle priorità per cambiare il Paese, a partire dalle proposte per affrontare la crisi energetica, l’impennata inflattiva, la precarietà del lavoro e nel lavoro, le pensioni, il rafforzamento dello stato sociale: è necessario chiudere l’epoca dei 'bonus' per costruire soluzioni strutturali dirette all’aumento dei salari e delle pensioni, anche attraverso il taglio della tassazione sui redditi da lavoro, paradossalmente più pesante di quella sulle rendite finanziarie, e la tassazione degli extraprofitti. Con questa manifestazione vogliamo far vivere nel paese i nostri temi e le nostre priorità, e ribadire che il lavoro deve tornare ad essere al centro, quale perno su cui costruire una società più giusta e coesa. Sono proposte di cui il futuro Governo e Bruxelles devono tenere conto, per costruire uno sviluppo basato su una maggiore sostenibilità ambientale e sociale, con un governo pubblico delle transizioni in atto, attraverso vere politiche industriali che orientino investimenti e produzioni, anche per rendere questo paese e l’Europa meno dipendente dalle forniture estere, che siano energetiche, alimentari o di materie prime. Così come tutte quelle riforme dirette alla riduzione delle diseguaglianze, sociali e territoriali, alle misure necessarie per dare maggiori sicurezze sul lavoro, per un investimento su welfare, istruzione e sanità quali servizi pubblici e universali. Le proposte che lanceremo dalla piazza di Roma sabato prossimo parlano anche ad un territorio come quello di Ferrara: i problemi legati all’occupazione e alla precarietà del lavoro, l’esigenza di affrontare le disuguaglianze e la drammatica crisi sociale in cui rischiamo di precipitare anche nella nostra provincia non prescindono dalle scelte che si faranno a livello nazionale."  

Polo chimico 

Sul piazzale Donegani si sono alternati gli interventi dei delegati che lavorano al Polo chimico. Un contesto, scelto non a caso come luogo del presidio. E dove la chiusura degli impianti del cracking di Marghera ha ripercussioni anche su aziende di manutenzione meccanica e carpenteria industriale impegnate nel sistema degli appalti, alle prese con le riduzioni degli organici. "Oggi produciamo in quattro mesi - ha aggiunto il delegato Fiom Luca Zampini - quello che prima producevamo in un solo mese. La condizione di difficoltà in cui si trovano i nostri colleghi della logistica, poi toccherà anche a noi manutentori". Una situazione complicata anche per i chimici che, attraverso un loro delegato, hanno manifestato la propria preoccupazione.

Giovanni Verla, segretario generale della Fiom, ricordando l'incontro in programma lunedì prossimo con Stellantis, ha sottolineato che "la provincia di Ferrara ha vissuto in questi anni una totale destrutturazione industriale. Noi abbiamo la necessità che tutte le istituzioni e le rappresentanze datoriali si assumano la responsabilità e facciano con il sindacato una discussione con il nostro territorio. Serve un piano industriale serio a sostegno di un territorio provinciale con la più bassa media di persone che lavorano nel settore manifatturiero, e caratterizzato da un andamento demografico che vira verso la denatalità, mentre cresce l'abbandono scolastico. Le nostre proposte riguardano il rinnovo dei contratti aziendali e la definizione di aumenti attraverso quote di salario consolidato, e la stabilizzazione dei lavoratori precari. Noi abbiamo proposto il blocco dei licenziamenti durante l'emergenza della pandemia. Una misura da mantenere in un periodo di crisi energetica delle materie prime che, in realtà, è speculativa. Una situazione in cui non ci sono salvati e abbandonati, all'interno di una crisi che riguarda tutti. E noi abbiamo la necessità di portare al rialzo le condizioni dei lavoratori". A questo proposito, Samuele Lodi, segretario generale della Fiom Emilia Romagna, ha evidenziato l'importanza di "tornare a discutere del rispristino del blocco dei licenziamenti"  .

Fiom Giovanni Verla-3

Vm di Cento

A intervenire fra i delegati Fiom sulla questione Vm di Cento, Pamela Fiorini, che ha sottolineato come "dall'incontro in Regione legato alla fine della produzione del motore diesel per l'automotive non sia emerso nessun tipo di riconversione", mentre gli esuberi coinvolgono 300 lavoratori. In un clima - hanno aggiunto altri tesserati - ulteriormente inasprito da "una guerra fra poveri". E sul nodo Vm di Cento, è arrivata una nota del deputato della Lega Davide Bergamini. "Come parlamentare del territorio - ha dichiarato - riporterò l'istanza Vm a Roma e farò il possibile affinchè la questione riprenda i giusti canali di gestione e venga trattata, a tutti i livelli, nel modo che merita. E' fondamentale tenere alta l’attenzione del Governo sul tema dell'occupazione, tutelare i dipendenti e le loro famiglie. L'obiettivo di tutti deve essere quello di attrarre investimenti sul territorio, promuovere lo sviluppo economico, salvaguardare i posti di lavoro esistenti, e crearne di nuovi. Per questo lavoreremo in collaborazione con tutti gli enti per trovare soluzioni di salvaguardia per i lavoratori della Vm e dell'intero indotto, ben consapevoli dell'importanza che ha questa realtà in termini di impatto economico sui territori del Ferrarese".

Fiom Vm-2

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