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L'intervista / Jolanda di Savoia / Via Gherardi

Un solo mister da 45 anni, l'ingaggio di Bagni e il cinema: Gherardi e il calcio di provincia

Pier Marco Tieghi racconta la storia del club, tra crisi e speranze. Con un intero paese alle spalle

Sono oltre 45 anni che Pier Marco Tieghi è l’allenatore del Gherardi calcio (frazione di Jolanda di Savoia) e, per giunta, senza mai un esonero. La squadra ha compiuto quest’anno 53 anni e lo storico mister ha deciso di raccontare qualcosa in più riguardo alla sua genesi e alla sua situazione attuale con un occhio al futuro.

Come è nato il Gherardi calcio e perché?
“Il Gherardi calcio nasce nel 1970 da un’idea del parroco dell’epoca. Inizialmente si iscrissero degli amatori del Csi ma il progetto col tempo si spense un po’. Solo dopo alcuni anni, uno dei miei cugini conseguì il patentino da allenatore e andò ad allenare la squadra amatoriale del Tresigallo, poi chiese a me e ad altri ragazzi di Gherardi di rivitalizzare la squadra; così, andai al Gherardi e giocai due o tre anni come amatore. Successivamente, attorno agli anni ‘80, il presidente si dimise e io e alcuni ragazzi decidemmo di prendere in mano la squadra: io diventai allenatore, mio padre presidente. Da allora sono qui: forse sono l’unico allenatore al mondo a non essere mai stato sostituito”.

Qual è l’idea che sta alla base del vostro progetto?
“Attualmente il campo originario del Gherardi è praticamente inagibile; quindi le partite le giochiamo ai campi di Jolanda di Savoia. Tuttavia, l’aiuto datoci da Stefano Muroni dal punto di vista degli sponsor e delle visibilità spero possa contribuire a cambiare la situazione e a permetterci di ritornare a giocare nel nostro campo originario”.

gherardi calcio, squadra

I giovani rivestono un ruolo importante nella vostra squadra?
“Qualche anno fa la squadra subì una crisi importante a livello di rosa: non si riusciva più a reperire giocatori. Bisognava svoltare e, dunque, a partire dal 2010/2011, dagli amatori siamo passati agli over 35, ma per la semplice ragione che era necessario tirare avanti riarruolando le vecchie leve. E di giovani ce n’erano pochi dato che il paese stava spopolandosi. Da tre anni a questa parte, in ogni caso, i giocatori più vecchi hanno smesso e così abbiamo optato per creare una squadra di calcio a 7 reperendo dei giovani. Il tutto con la speranza, il prossimo anno, di tornare tra gli amatori e con un campo a norma”.

C’è un aneddoto del passato che vorrebbe raccontare?
“Mi ricordo in particolare un aneddoto. Andammo a giocare contro la Dorando Pietri di Carpi in cui, all’epoca, militava Salvatore Bagni. Era la semifinale di un torneo e fummo eliminati proprio da loro perdendo 4-0. Al termine della partita la prima cosa che feci fu andare a salutare Bagni e a chiedergli se sarebbe stato interessato a giocare per il Gherardi nella partita di ritorno e lui accettò. La sua presenza garantì una grande affluenza di pubblico”.

Progetti per il futuro?
“Il progetto per futuro rimane sempre quello di riuscire a fare una squadra ogni anno: su 6 giovani arruolati l’anno scorso, solo 2 sono rimasti. La difficoltà resta quella di trovare persone che possano prendersi seriamente un impegno per il medio-lungo termine, e non è sempre semplice come 25 anni fa. Nonostante tutto, dobbiamo continuare ad andare avanti anche se i soldi mancano per poter fare un campionato di categoria. C’è comunque da ringraziare Muroni che, grazie agli sponsor, ha permesso a molti giocatori di non pagare la quota di iscrizione, ed è già molto”.

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