rotate-mobile
Sabato, 24 Febbraio 2024
Benessere

Puntura di medusa: pericoli e rimedi sull'urticante incontro

Sempre più frequentemente i bagni in mare sono caratterizzati dall'incontro o meglio, dallo scontro con le affascinanti ma "irritanti" meduse. Il contatto, infatti, con queste creature può generare urticanti reazioni cutanee. Con alcuni rimedi e semplici accorgimenti è possibile ridurre i sintomi della fastidiosa puntura

La scelta di trascorrere le soleggiate giornate estive in spiaggia, sono la scelta di tanti. Tuttavia, questa decisione può riservare alcuni spiacevoli pericoli, tra cui rientrano anche le fastidiose punture di medusa. Sebbene nelle acque dei nostri mari, il contatto accidentale con i tentacoli di questa creatura non implichi serie conseguenze per la salute, può tuttavia causare fastidioso bruciore, prurito ed è dunque fondamentale sapere cosa fare (e cosa non fare) nell'eventualità di questo spiacevole contatto.

Le meduse sono creature appartenenti alla famiglia dei celenterati, composte al 98% di acqua e al 100% ostili per l'uomo. La pericolosità di questi affascinanti "alieni fluttuanti" non è data dalla loro composizione o della loro forma, ma deriva esclusivamente dalle estremità tentacolari, particolarmente urticanti per l'uomo. 

Cosa accade in caso di puntura di medusa

Parlare di vera e propria puntura in realtà non è propriamente esatto, dato che la medusa non ha un pungiglione ma bensì delle piccolissime "ventose" posizionate lungo i tentacoli, dette ecnidocisti, le quali contengono una sostanza formata da tre proteine che scatenano la reazione urticante una volta a contatto con la pelle umana. Questa sostanza provoca dolore, prurito, eritema e gonfiore localizzato nella parte interessata; generalmente la sensazione intensa di dolore può durare in media 20 minuti, seguita da una fase di indolenzimento e di forte prurito.

Va ricordato che l'effetto della puntura di medusa dipende dalla suscettibilità individuale, dalla specie in questione, dal tempo di permanenza in acqua e dall'area geografica dell'incidente: per esempio, lungo le coste australiane e nei mari tropicali ci sono specie di meduse il cui contatto può portare anche alla morte.

Cosa fare in caso di puntura 

Nelle acque dei nostri mari, come già detto in precedenza, non ci sono specie di meduse mortali né particolarmente pericolose, perciò se dovessimo inavvertitamente entrare in contatto con i tentacoli di questa creatura, riportiamo di seguito alcuni pratici suggerimenti per neutralizzare gli effetti della reazione.

1. Sciacquare la zona interessata con acqua di mare

In caso di puntura, sciacquare ripetutamente la parte colpita con acqua di mare aiuta a diluire le tossine rilasciate dai tentacoli non ancora penetrate nella pelle. Evita, invece, di sciacquare la parte con acqua dolce poiché non farebbe altro che favorire la rottura delle cnidocisti residue rimaste sulla pelle ed aumentare così la sensazione di dolore.

2. Pulire la pelle da filamenti residui

Finché i tentacoli e gli eventuali residui della medusa aderiscono alla pelle, continuano a rilasciare veleno, quindi vanno prontamente rimossi per interrompere il rilascio delle tossine urticanti. Per pulire accuratamente la pelle, ti dovrai munire di uno strumento quanto più simile ad una spatola in plastica, come una carta di credito, o di un coltello (ovviamente da non usare dalla parte della lama!) e raschiare con molta delicatezza tutto ciò che di residuo è rimasto sulla pelle. Ricorda che la delicatezza e la pazienza sono fondamentali in quanto la parte interessata su cui si sta operando è dolorante e gonfia.

3. Applicare un prodotto a base di cloruro di alluminio

Per lenire il prurito, applica una crema o un gel a base di cloruro di alluminio, meglio se ad una concentrazione del 5%. Questo prodotto è reperibile in farmacia e serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine rilasciate dalla medusa.

In caso di reazioni di più grave entità (reazione cutanea diffusa, nausea, vomito, sudorazione profusa, mal di testa, pallore, vertigini, disorientamento e difficoltà respiratorie) chiama subito i soccorsi o recati presso una struttura medica il prima possibile.

Cosa non fare in caso di puntura

L'errore più comune, ma allo stesso tempo più dannoso, che si possa commette in caso di puntura è quello di seguire l'antico rimedio della nonna di applicare ammoniaca, urina, limone, aceto o alcol sulla zona colpita; questo porterà ad un sensibile peggioramento dell'irritazione, acutizzandone gli effetti sulla pelle.

E' fondamentale non strofinare né grattare la parte infiammata, perché così facendo potremmo aumentare il rilascio delle tossine da parte delle cnidocisti residue, rimaste attaccate alla superficie cutanea.

Se la reazione è localizzata, è consigliabile fare a meno di ricorrere alle creme al cortisone o contenenti antistaminico, poichè inutili dal momento che entrano in azione soltanto dopo circa 30 minuti dall’applicazione e cioè quando la reazione è già naturalmente esaurita. Questi principi attivi possono invece andare bene per via orale, nel caso di lesioni diffuse o di disturbi generali, anche lievi.

Infine, è opportuno non esporre al sole per qualche giorno la parte colpita. Nella fase di guarigione l’arrossamento lascia il posto a un’iperpigmentazione, che i raggi ultravioletti potrebbero rendere duratura. Per evitare antiestetiche macchie scure, utilizzare una crema a filtro totale (50+).

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Puntura di medusa: pericoli e rimedi sull'urticante incontro

FerraraToday è in caricamento